Province, nemmeno la Regione decide

FIRENZE - Come già il consiglio delle autonomie, anche il consiglio regionale ha deciso di non decidere sul riordino delle province in Toscana, affidando completamente la decisione al governo.

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Il Pd regionale è riuscito a ridurre la pattuglia dei dissidenti interni e a convicerne almeno quattro a non votare la proposta dell’Unione province, quella che prevedeva Lucca con Massa Carrara. Alla fine sulla proposta dell’Upi si è registrato un clamoroso pareggio: 24 favorevoli e 24 contrari, con sei astenuti, tra cui tutti i consiglieri dell’Idv. A favore hanno votato Pdl, Udc e gruppo misto. Nel Partito Democratico, favorevoli solo i consiglieri Remaschi e Tognocchi. Subito dopo il capogruppo regionale del Pd, Bugli, per evitare al suo partito altri rischi, ha presentato la proposta di lasciare mano libera al governo sulle due ipotesi. Proposta che è stata approvato con 26 sì, 22 contrari e 4 astenuti.
Adesso si decide tutto a Roma. Ma con la Regione che ha rinunciato e sostenere con decisione una delle ipotesi, cresce la probabilità che il governo tiri dritto. E che Lucca si ritrovi nel provincione già stabilito per legge, cioè quello con Massa Carrara, Pistoia e Prato, senza più il titolo di capoluogo e con tanti uffici pubblici costretti a migrare nella città laniera.

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