Indagini della DIA di Firenze sui nuovi caselli

FIRENZE - Anche i nuovi caselli autostradali di Capannori e Viareggio sono al centro di un'inchiesta condotta dalla DIA nei confronti di un gruppo di imprenditori campani, accusati di tentata corruzione e cattiva esecuzione.

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Cattiva esecuzione dei lavori e tentata corruzione. Sono queste le accuse con cui la Direzione investigativa Antimafia di Firenze ha indagato sei imprenditori campani, un direttore dei lavori e due funzionari che hanno curato la realizzazione di 5 nuovi caselli autostradali in Toscana. Al centro dell’inchiesta ci sono anche i nuovi caselli di Viareggio e Capannori e il cavalcavia in ferro del Frizzone.
Le indagini sono partite dalla segnalazione di un ex carabiniere che lavorava come addetto alla sicurezza in alcune ditte che eseguivano i lavori e che si era insospettito per alcuni fatti. Gli indagati sono accusati a vario titolo di attentato alla sicurezza dei trasporti, per aver utilizzato materiale scadente e manodopera non qualificata, o per non aver rispettato le procedure nella realizzazione delle opere.
Inoltre secondo gli investigatori gli imprenditori avrebbero tentato di corrompere alcuni rappresentanti degli enti committenti per nascondere i problemi.
La non conforme esecuzione dei lavori, commissionati dalla Autostrade per l’Italia SpA in svariati tratti autostradali della penisola, ha ripetutamente provocato, nel periodo compreso tra il 2008 ed il novembre scorso, gravi cedimenti strutturali che in alcune circostanze hanno messo in pericolo l’incolumità degli automobilisti.
Su questo fronte Autostrade ha scacciato ogni dubbio: le verifiche di solidità effettuate sui caselli di Viareggio e Capannori non hanno evidenziato problemi. Nonostante questo il Comune di Capannori oggi ha inviato una nuova nota a società Autostrade, chiedendo ulteriori verifiche.

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