Caso Antonini, niente accordo

LUCCA - Non è stato firmato l'accordo per il reintegro di Riccardo Antonini nelle Ferrovie dello Stato. Il processo quindi continua. Prossima udienza l'11 marzo.

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Salta l’accordo sul reintegro nelle Ferrovie dello Stato di Riccardo Antonini, il ferroviere consulente delle famiglie colpite dal disastro ferroviario di Viareggio e licenziato dal gruppo Fs. Alla fine, è stato proprio Antonini a non voler firmare la bozza di intesa che era stata raggiunta martedì in Tribunale, bozza che invece è stata sottoscritta dall’amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti.
Perchè? Antonini ha spiegato di aver potuto valutare con attenzione tutti i contenuti dell’accordo solo mercoledì e di avervi trovato frasi e passaggi che ledevano la sua dignità.
“Mi si chiedeva di firmare un documento nel quale in parte avrei dovuto dichiarare il falso – ha detto Antonini – la mia dignità vale più del beneficio economico del posto di lavoro. Non mi pentirò di questa scelta”.
Il nodo del contendere sembra soprattutto la partecipazione di Antonini ad una manifestazione a Genova due anni fa. Nel corso di quell’evento, spiegano i legali del gruppo Fs, Antonini pronunciò frasi ingiuriose al megafono nei confronti di Moretti. Quindi, le Ferrovie chiedevano ad Antonini di ammettere la gravità del suo gesto e di accettare 10 giorni di sospensione dal lavoro in cambio del reintegro. Ma il ferroviere ribatte che se lui chiede scusa, lo stesso dovrebbe fare Moretti, dato che l’ad di Ferrovie, ha detto Antonini “mi ha più volte intimidito e minacciato di licenziamento”.
Saltata la possibilità di accordo, si va al processo vero e proprio. Prossima udienza il 10 marzo.

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