La voce delle vittime della criminalità

LUCCA - Un convegno per dare voce alle vittime della violenza e per spiegare come la paura della criminalità possa condizionare le nostre vite. Questo il senso dell’incontro promosso dalla Fidapa.

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Un convegno per dare voce alle vittime della violenza e per spiegare come la paura della criminalità possa condizionare le nostre vite. Questo il senso dell’incontro promosso dalla Fidapa, la Federazione italiana donne arti professioni e affari a Palazzo Ducale. Moderato dal caposervizio del Tirreno di Lucca, Marco Innocenti, l’incontro è stato aperto dal prefetto Giovanna Cagliostro. Poi gli interventi del questore Claudio Cracovia e del comandante dei carabinieri Stefano Fedele, che hanno illustrato il ruolo delle forze dell’ordine nella prevenzione dei crimini e l’importanza del controllo del vicinato, l’aiuto reciproco dei cittadini per contrastare la criminalità. Ma soprattutto, è stato dato spazio alle vittime, che hanno raccontato soprattutto le conseguenze psicologiche della violenza. Come Lisetta Lastrucci, l’insegnante rimasta in balia di due rapinatori nella propria abitazione lo scorso gennaio. O Vittorio Pedonesi, vittima di una rapina nella propria gioielleria l’anno scorso. Tra i vari interventi, quello dell’ex dirigente di Polizia, Claudio Arpaia. Ha puntato il dito contro la magistratura. Inutile arrestare i criminali, ha detto, se poi ce li ritroviamo fuori dopo pochi giorni.

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