Noia e amore secondo Checov

BORGO A MOZZANO - Amar per noia, amore come diversivo. E’ un’idea di fondo sottile e pungente quella che accompagna GabbiaNo, lo spettacolo andato in scena in anteprima nazionale al teatro di Valdottavo.

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Riscrittura di un testo di Anton Checov, la compagnia Vanaclu decontestualizza l’azione in un tempo ed un luogo astratto pur mantenendo trama e dinamiche checoviane.
L’impianto scenico ruota intorno ad una piscina gonfiabile, reminiscenza di fanciullesche vacanze da cortile, a simboleggiare un lago. Un luogo che tutti descrivono come incantevole, ma che appare più come una prigione, una Gabbia, dove i detenuti/personaggi trascorrono la loro personale ora d’aria, la loro vacanza, girando a vuoto nell’impossibilità mentale e fisica di evadere dalla quotidianità.
Amare è un diversivo di fronte alla morte. Condannati ad una vita che si limita all’esistere, l’unica possibilità di trovarsi un senso è elevare l’inutile ad essenziale, la chiacchiera a filosofia, l’infatuazione ad amore, il ridicolo a tragedia.

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