Porcari, si dimette il parroco

PORCARI - Dimissioni a sopresa del parroco don Americo Marsili, che attacca il suo predecessore accusandolo di continue ingerenze e dice: "chi ha responsabilità nella chiesa non lo ha fermato".

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Questo il testo delle lettera inviata da don Americo ai parrocchiani. “Carissimi parrocchiani, a seguito di una pacata, solitaria e sofferta riflessione, sono pervenuto alla determinazione di rassegnare le dimissioni da Parroco delle Parrocchie di S. Giusto in Porcari, Natività di Maria SS. in Rughi e del Sacro Cuore di Gesù in Padule dopo aver esercitato tale incarico in questa comunità per circa tre mesi. E’ un decisione sofferta e difficile da prendere, ma la considero l’unica possibile, dopo aver constatato la mancata soluzione al problema di una continua ingerenza diretta e indiretta in parrocchia del mio predecessore.
In questi tre mesi sono stato continuamente attaccato come se fosse una colpa l’essere parroco di questa comunità, fino ad essere esposto, da parte di alcuni soggetti, al ridicolo anche su Facebook.
Una cosa deve essere chiara a tutti: io sono stato mandato dal Vescovo in queste Parrocchie perchè don Giuseppe è voluto di fretta e furia andare via. Nonostante aver suggerito ai superiori di orientare la scelta su altri, ho accettato facendo l’obbedienza e accollandomi una situazione amministrativa disastrata e una Parrocchia come quella di Porcari pastoralmente distrutta.
Sia chiaro che non ho nessuna difficoltà ad affrontare problemi amministrativi e pastorali, come ho sempre dimostrato in passato nelle Parrocchie dove sono stato e con ampie testimonianze che confermano l’opera che ho sempre svolto con competenza, serietà e impegno. Ma quello che chiedevo era un minimo di correttezza da parte di chi è voluto andare via senza aspettare nemmeno la fine dell’anno pastorale creando non poche difficoltà, e permettendomi di entrare serenamente nella nuova realtà senza crearmi situazioni destabilizzanti.
Ma la cosa più ignobile è stato il fatto di continui attacchi diretti e indiretti (offese, lettere e telefonate anonime ecc..) . Fin dal mio ingresso in queste Parrocchie di Porcari-Rughi-Padule, per quanto un prete possa fare, sono stato animato dal grande desiderio di attivarmi per la realizzazione dell’Unità Pastorale e il miglioramento delle varie realtà con una rivalorizzazione dei gruppi laicali ed una maggiore corresponsabilità. Ma c’è sempre stata una forza contraria, fin dall’inizio, che ha cercato in tutti i modi di sminuire o bloccare l’azione pastorale. Permettetemi anche di ricordare lo squallido ingresso del 17 febbraio dove erano completamente assenti tutti i parroci della mia zona pastorale vicario zonale compreso, e se non c’erano i miei ex parrocchiani di Veneri, Lappato, Camaiore, Viareggio la chiesa sarebbe stata semideserta perchè per una realtà grande come quella di Porcari
con la sospensione delle S. Messe della mattina nelle Parrocchie di Porcari-Rughi-Padule erano piene appena le panche e non c’era nessun ragazzo. In questo tempo l’orgoglio, inteso come spinta al bene, la consapevolezza e lo slancio sentimentale, non mi sono mai venuti meno, anche quando queste difficoltà descritte si presentarono fin dai primi giorni che mi portarono alle dimissioni che poi ritirai per il bene che ho sempre voluto a tutti voi, e dove l’arcivescovo si era impegnato a risolvere definitivamente certi situazioni di non poco
imbarazzo. Senza voler essere retorico, ho convogliato le mie migliori energie sempre per il bene di questa comunità perchè ero convinto che con il contributo di tutti la nostra realtà poteva diventare il modello diocesano di unità pastorale.
A rendere difficile questo nuovo e grande lavoro di unità pastorale, fino a mettere spesso a dura prova i miei slanci di entusiasmo, hanno pesato, e pesano ancora atteggiamenti poco idonei di chi mi ha preceduto e di alcune persone a lui collegate.
Ma ciò che è risultato ancora più negativo, fin ad essere talvolta di netto ostacolo all’azione pastorale, è stata da parte di alcuni forse appoggiati dall’esterno, l’azione di forte dissenso e di discredito esterno verso la mia persona con aperti atteggiamenti di ostilità fino al punto di mettermi Questa azione di destabilizzazione costante pervivace, spesso ammantata da finte giustificazioni dell’operato, a mio avviso sono manifestazioni di incapacità ad accettare il nuovo, ma peggio ancora di non capire che nella Chiesa si deve tutti operare per la Gloria di Dio. Ciò che mi addolora di più è che questi comportamenti di continuo disturbo, portati a compimento con una regia diabolica trasmettendo l’idea della divisione nella comunità, non sono stati fermati da chi nella Chiesa ha la responsabilità.
Cari amici, vi chiedo sinceramente perdono se ho sbagliato o offeso involontariamente qualcuno, ma questa esperienza in mezzo a voi che speravo bella, si è rivelata via via sempre più gravosa per le ragioni esposte, ma ve ne sarebbero ancora di più gravi che preferisco non parlarne e tenerle nel Quindi si sono create le condizioni fino a risultare oggi impossibile da continuare il mio ministero di Parroco in questa iniziale unità pastorale di Porcari-Rughi-Padule. Pur nella difficoltà del
momento conservo un cuore sereno e mi rimetto alla volontà di Dio.
Vi abbraccio tutti con grande affetto paterno, vi ringrazio di cuore e sarete sempre presenti nella preghiera”.

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