Quattro Anonymus in manette

ROMA - Tra i sistemi presi di mira dalla banda anche quello del Banco di Lucca attraverso il sito istituzionale.

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Hackeravano i sistemi informatici delle aziende e delle istituzioni e poi si presentavano alle stesse societa’ come consulenti informatici per risolvere i problemi che loro stessi avevano provocato. Tra i sistemi presi di mira dalla banda anche quello del Banco di Lucca attraverso il sito istituzionale: e’ quanto emerso dalle indagini della Polizia Postale, che hanno portato all’arresto di quattro italiani accusati di aver creato un’associazione criminale che agiva all’ombra del movimento Anonymus. Altre sei persone sono denunciate. Gli arrestati sono un 34enne di Lecce, un ventenne di Bologna, un 28enne del Veneziano e un venticinquenne della provincia di Torino. Le indagini sono state avviate nel 2011. Il gruppo di hacker non era parte del movimento internazionale Anonymus ma ne sfruttava il marchio. Avevano attaccato siti istituzionali come quelli della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero della Difesa, della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia Costiera e della Banca d’Italia. Tra le strutture private, invece, oltre al Banco di Lucca, Vitrociset, Enav, Universita’ Luiss, Trenitalia, Equitalia, Enel e Siae. Da alcune intercettazioni e’ emerso che alcuni di loro volevano aderire alle istanze del movimento di Anonymus e creare una sorta di ‘cellula di avanguardia’. Altri invece avevano solo lo scopo di creare problemi alle aziende come hacker o come ‘cracker’ per proporsi successivamente come soluzione del problema. Gli arrestati lavoravano tutti ufficialmente nel campo informatico e avevano una sorta di doppia vita, anche nei confronti delle proprie famiglie, che erano all’oscuro di tutto. Agivano soprattutto di notte.

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