Il Re Leone dimenticato

LUCCA - Mario Cipollini, l’unico lucchese campione del mondo nella storia del ciclismo, finora ignorato dall’organizzazione della corsa, non sarà presente neppure alla serata di giovedì al teatro del Giglio.

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Eccolo, immortalato nel momento più significativo ed alto di una magnifica carriera. Zolder 2002, Mairo Cipollini diventa campione del Mondo. Lui originario di San Giusto di Compito e lucchese-doc che il ciclismo lucchese e Lucca ha tenuto in alto per i lunghi anni dell’attività agonistica. Personaggio in tutti i sensi, anche quando è sceso dalla bicicletta e finito nel dimenticatoio proprio nel periodo che ha preceduto il campionato del mondo in Toscana e a casa sua. L’accostamento alle vicende doping ed un suo presunto coinvolgimento negli anni in cui correva hanno di fatto estromesso il popolare “Re Leone” da tutto ciò che riguarda il campionato del mondo che domenica mattina scatterà proprio dalla sua Lucca. Basti ricordare che giovedì sera al Teatro del Giglio sono stati invitati i corridori italiani che in passato hanno vinto il mondiale e guardacaso manca proprio lui. Ivano Fanini, che del Cipo fu mentore ma anche fiero rivale in alcune vicende e che già sollevò il problema circa un mese fa, torna all’attacco ribadendo con forza che Cipollini sarebbe il più logico e giusto mossiere della partenza della corsa iridata. Già sappiamo che non sarà così. Mario, ha rincarato la dose il patron di Amore & Vita rimane il velocista più forte di sempre. Probabilmente ha concluso Fanini, ci si è voluti dimenticare di Cipollini pensando che oggi il ciclismo sia pulito ma in realtà non è così. L’invito del vulcanico dirigente lucchese alle istituzioni incaricate a rivoltare come un calzino tutti i podii. Fatto sta che al di là di quanto afferma Ivano Fanini, anche noi abbiamo la netta sensazione che in tutta questa vicenda ci sia un’alta percentuale di ipocrisia, perfino troppa.

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