Il raccolto di castagne cala del 60%

PROV. LUCCA - La stagione delle castagne sarà ancora una volta magra, magrissima. A fornire un primo quadro sul raccolto arrriva dalla Coldiretti sulla base delle previsioni dell’associazione nazionale Città del Castagno.

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L’andamento climatico unito all’aggressione del cinipide galligeno condizioneranno la castanicoltura con raccolti dimezzati e perdite di prodotte con punte, in alcune aree della Garfagnana fino al 60%. Andrà però meglio rispetto allo scorso anno dove il crollo aveva raggiunto anche il 90%.
Ad incidere sulla mancanza del prodotto, spiegano gli esperti, sono stati la piovosità prolungata in primavera, durante la fioritura dei castagni, e un’estate calda con poca pioggia. Ma oltre al clima e all’attacco del cinipide, ci hanno pensato anche gli ungulati (cinghiali, caprioli e cervi) che si cibano delle poche e buone castagne cadute a terra.
La riduzione della produzione locale ha provocato la massiccia importazione di prodotti dall’estero, soprattutto da Spagna, Portogallo, Turchia e Slovenia. Per questo le associazioni degli agricoltori invitano i consumatori a fare attenzione alla provenienza delle castagne e chiedono più tutela per il prodotto nostrano, che non solo dà occupazione a centinaia di persone in tutta la filiera, ma evita anche l’abbandono del territorio.

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