La protesta dei radiologi

LUCCA - Si è aperto a Lucca il processo contro due tecnici radiologi, accusati di esercizio abusivo della professione. Davanti al tribunale presidio di protesta dei tecnici arrivati da tutta Italia.

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Si è aperto al tribunale di Lucca il processo contro due tecnici radiologi, accusati di esercizio abusivo della professione, per aver effettuato radiografie alla Casa della Salute a Marlia senza la presenza del medico specialista. Secondo l’accusa si è trattato di un tentativo della struttura di risparmiare sul personale, una procedura che ha messo a rischio la tutela dei pazienti. Non è andata così per la Federazione Nazionale dei Tecnici di Radiologia che ha promosso un presidio davanti al Tribunale, al quale hanno aderito tecnici da tutta Italia, in difesa dei colleghi lucchesi.
La Federazione sostiene che i tecnici hanno semplicemente seguito la procedura della teleradiologia, cioè hanno eseguito la radiografia e poi l’anno inviata per via telematica ad un medico per la diagnosi, applicando un protocollo riconosciuto dalla Regione Toscana. Una prassi seguita ovunque in Italia. L’accusa, quindi, è insostenibile, secondo i tecnici. Che adesso minacciano di chiedere la presenza costante del medico specialista per ogni esame radiografico in Italia, rischiando così di bloccare il sistema.
E la questione rischia di allargarsi. Perchè sono arrivati avvisi di garanzia con la stessa ipotesi di reato, esercizio abusivo della professione, per altri dodici tecnici radiologi che operano negli ospedali di Barga e Castelnuovo. Intanto, l’udienza a carico dei due tecnici di Marlia è stata aggiornata al 7 novembre.

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