Ancora a rischio le concessioni balneari

VIAREGGIO - Preoccupazione tra i gestori degli stabilimenti balneari per il rischio di revoca dell’emendamento presentato dal governo per aggirare la direttiva Bolkestein e vendere i terreni degli stabilimenti.

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Da luoghi di riposo e di relax, gli arenili della nostra penisola stanno diventando sempre di più campi di battaglia per schermaglie politiche e amministrative. Per tentare di aggirare la ormai famigerata direttiva Bolkestein che imporrebbe allo Stato di procedere ad aste europee per le concessioni degli stabilimenti balneari, una delle soluzioni proposte era la vendita agli attuali concessionari, della parte demaniale su cui sorgono gli stabilimenti balneari. E proprio in questa direzione andava l’emendamento alla legge di stabilità proposto da alcuni parlamentari di PD e PDL. Sennonchè a seguito di pressioni interne al partito, i firmatari PD hanno ritirato i loro nominativi, con il rischio che di fatto l’emendmento venga rigettato e la posizione delle concessioni balneari ritorni nelle mani delle decisioni di Bruxelles. Ma qual’è la posizione della categoria e quali i rischi a cui va in contro? Lo abbiamo chiesto al presidente nazionale dell’associazione imprese balneari Vincenzo Lardinelli.
Ma in Versilia la categoria mette in guardia su un ulteriore pericolo a cui andrebbero i proprietari degli stabilimenti balneari anche qualora potessero acquistare la parte edificata dei loro stabilimenti, quello della gestione della parte demaniale a mare, quella, in pratica, dove vengono messi gli ombrelloni.
La speranza dei balneari è che il governo possa tornare ad una concessione di lungo termine così come auspicato nei giorni scorsi dal presidente della regione Enrico Rossi.

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