Serchio, rischio smantellamento per l’Autorita’ di Bacino

LUCCA - Lo smantellamento dell'Autorità di Bacino del Serchio è stato inserito nel decreto collegato alla Legge di Stabilità. Ne dà notizia il presidente della Provincia Baccelli, che si oppone al provvedimento.

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“L’ennesima aberrazione amministrativa”. Non usa mezzi termini il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli nel riferirsi allo smantellamento dell’Autorità di Bacino del fiume Serchio inserita nel
DL collegato alla legge di stabilità 2014 che sarà discussa nel Consiglio dei ministri venerdì 8 novembre. Una finanziaria che prevede, appunto, l’accorpamento dell’Autorità di Bacino del Serchio (sorta nel 1990 e con sede a Lucca) col Distretto idrografico dell’Appennino settentrionale che comprende tutta la Liguria, la Toscana, una parte dell’Emilia Romagna, la zona nord delle Marche e addirittura aree del Piemonte, del Lazio e dell’Umbria.
“Ad una prima analisi questo provvedimento combinato con lo svuotamento delle Province lascerebbe la Lucchesia orfana di un organismo di riferimento nell’ambito della difesa del suolo. Si riunisce tutto in un grande calderone che ingloba un territorio smisurato, profondamente diverso da zona a zona, senza una connessione logica né basi scientifiche”.
Per il presidente Baccelli i rischi che si prospettano dietro all’operazione di “assemblaggio” sono diversi e tutti preoccupanti. “Intanto l’Autorità di Bacino del Serchio era considerato un Distretto Pilota per le peculiarità idrogeologiche del territorio, notoriamente tra i più delicati d’Italia. In questi 23 anni l’organismo ha acquisito un patrimonio di conoscenze indispensabili per garantire le azioni di prevenzione e tutela delle molte criticità. Un banca-dati fondamentale per la programmazione degli investimenti mirati alla sicurezza idrogeologica del territorio e dei cittadini stessi.
Anche in questo caso non pongo la questione sotto il profilo dei cosiddetti ‘campanili’ ma, più pragmaticamente, lo considero un passo indietro e non un’evoluzione del sistema che si occupa di tutelare, analizzare il territorio e la risorsa acqua che – come risulta dal Piano ambientale regionale – fa gola ad altri territori limitrofi con previsioni di utilizzo da parte della Regione che sono al di sopra della reale sostenibilità scientificamente provata del sistema già in crisi come testimoniano i fenomeni di subsidenza nella Piana. Insomma, il rischio è quello di una perdita di controllo e di capacità di difesa del nostro suolo nel corso degli ultimi anni messo a dura prova da frane, smottamenti e alluvioni”.
“Per questi motivi – sottolinea Baccelli – faccio appello al Governo affinché ripensi gli obiettivi dell’operazione e mantenga in vita l’Autorità di Bacino del Serchio. Anche in questo caso non si può ‘sbianchettere’ una parola e non porsi il problema di chi farà cosa, in che modo e quali possono essere le conseguenze che seguono alla riorganizzazione”.
Su quest’ultimo aspetto interviene anche l’assessore alla difesa del suolo della Provincia di Lucca Diego Santi. “E’ lecito chiedersi – dichiara – chi assicurerà, senza più le Province e l’Autorità di Bacino del Serchio, il controllo del territorio, sia rispetto alle risorse, sia alle criticità che, di volta in volta, si presenteranno. Confluire in un organismo così grande come quello previsto dal DL apre, a mio avviso, due scenari, entrambi inquietanti: o per l’ampiezza del territorio da controllare e la lontananza dai centri decisionali si sottovalutano i problemi reali; oppure per mancanza di operatività si blocca tutto e tutti
pur di evitare presunte responsabilità non tenendo conto delle peculiarità dei vari territori”.

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