Ponte sul Serchio, Baccelli al contrattacco

LUCCA - Il presidente della Provincia Baccelli ha presentato alla Procura una memoria difensiva sulla vicenda del parere contro il nuovo Ponte sul Serchio presentato in consiglio comunale dalla consigliera 5 Stelle Rosellini.

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La bomba era esplosa due settimane fa, quando la consigliera dei Movimento 5 Stelle Daniela Rosellini aveva presentato al consiglio comunale di Lucca una relazione dell’architetto Paola Villani, del Politecnico di Milano, che segnalava gravi irregolarità nelle procedure seguite per l’approvazione del progetto del Ponte Sul Serchio. Un documento però dal quale lo stesso Politecnico aveva preso subito le distanze. E adesso la Provincia, che era finita nel mirino della consigliera Rosellini, passa al contrattacco.
Il presidente della Provincia Stefano Baccelli ha presentato alla Procura una memoria difensiva sulla vicenda del parere tecnico contro il nuovo Ponte sul Serchio presentato in consiglio comunale dalla consigliera 5 Stelle Daniela Rosellini. Secondo Baccelli sarebbe in atto un piano preordinato per gettare fango contro Palazzo Ducale e impedire la realizzazione dell’opera, o quantomeno ritardarla.
Nel mirino di Baccelli, oltre alla consigliera Rosellini, l’architetto Paola Villani, dipendente del Politecnico di Milano e Nicola Giuntini, il leader del Comitato che si batte contro il ponte, comitato che però in realtà, secondo Baccelli, rappresenta solo gli interessi di non più di tre famiglie.
In primo luogo, il presidente ha definito farneticanti le prime dieci pagine dell’ormai famoso parere firma dell’architetto Villani, che segnalano irregolarità nell’iter procedurale seguito per il progetto del ponte. Ma soprattutto, Baccelli ha ricostruito quella che a suo parere è una vera e propria macchina messa in moto per infangare la Provincia senza rischiare conseguenze. L’obiettivo, secondo il presidente, era quello di far passare come il parere del Politecnico una relazione redatta in realtà solo dall’architetto Villani, che non è docente ma solo dipendente amministrativo dell’istituto milanese, fornita in foma di rapporto di lavoro privato al Comitato.
Tutto questo, probabilmente, sperando che la Procura decidesse autonomamente di avviare un’indagine, senza rischiare una querela per calunnia.
“Se erano sicuri che ci fosse qualcosa di irregolare – ha detto Baccelli – perchè non hanno fatto ricorso al Tar o non si sono rivolti direttamente alla Procura, mettendoci la faccia?”. Baccelli non ha escluso ulteriori iniziative in Procura a difesa dei tecnici della Provincia e del Ponte sul Serchio.

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