Cave, coro di no contro la chiusura

GARFAGNANA - Tutti contro la Regione. Enti locali ed istituzioni si schierano compatti contro la bozza del piano paesaggistico regionale che prevede la chiusura delle cave di marmo all’interno del Parco delle Alpi Apuane.

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A rischio ci sono 230 posti di lavoro solo in Garfagnana senza contare l’indotto. E senza contare che sul polo lapideo garfagnino la Regione dal duemila ad oggi ha investito oltre 15 milioni di euro, 5 dei quali solo due anni fa per il nuovo scalo merci.
I consiglieri regionali Remaschi, Pellegrinotti e Del Carlo hanno detto che chiederanno al presidente Rossi la modifica del piano e comunque si batteranno per evitare che venga approvato così come è stato concepito.
Anche il senatore Andrea Marcucci chiede alla Regione di bloccare l’iter di approvazione mentre per l’onorevole Raffaella Mariani la Regione ha gestito la situazione in maniera superficiale, probabilmente per la scarsa conoscenza del problema.
E venerdì sera, nello speciale TgNoi dedicato proprio alle cave, in effetti è emerso che nè i Comuni nè le aziende del marmo erano state interpellate sui contenuti del piano. E che, comunque sia, è impensabile forzare la fine dell’attività estrattiva senza prima aver investito in maniera adeguata su attività alternative.
I sindaci torneranno ad incontrare il presidente Rossi tra pochi giorni. La sensazione è che anche la Regione voglia tornare indietro su un provvedimento che appare non completamente soddisfacente per le esigenze complessive del territorio.

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