Cinema e sport in lutto, è morto Antonio Monselesan

PUGILATO - Lutto nel mondo dello sport lucchese e del cinema. E' infatti morto la notte scorsa all'età di 74 anni Antonio Monselesan. Allenatore e maestro di pugilato, Monselesan era il padre di Giulio ma era stato anche un attore tra gli anni '60 e '70.

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Se n’è andato in silenzio circondato dall’affetto della famiglia. Antonio Monselesan è stato negli ultimi decenni uno dei protagonisti e dei personaggi più apprezzati dello sport lucchese. Se n’è andato all’età di 74 anni. Da tempo era malato. I lucchesi lo conoscevano come allenatore e maestro di pugilato da cui il figlio Giulio prima e poi il nipote Leonardo, hanno raccolto ed ereditato la grande passione per la nobile arte. Giulio arrivò anche  a combattere per il titolo italiano dei pesi medi prima di diventare il fulcro dell’attuale Pugilistica Lucchese. Fino a pochi anni fa Antonio era al fianco del figlio all’angolo per i match più importanti come quelli di Paolo Gassani. Ma Antonio Monselesan, e questo forse molti non lo sapevano, era stato anche un attore, conosciuto nel mondo del cinema con il nome d’arte di Tony Norton. A cavallo tra gli anni ’60 e ’70 recitò in parti secondarie in film come Il Colosso di Rodi, Maciste, l’Armata Brancaleone e soprattutto i due fortunatissimi film, che ebbero protagonisti Bud Spencer e Terence Hill, ‘Lo chiamavano Trinità’ e ‘Continuavano a chiamarlo Trinità’, dove Monselesan era il cow boy vestito di nero e cattivo che viene ripetutamente schiaffeggiato da Terence Hill al termine di una partita di poker in una scena celebre e divenuta ormai un autentico cult degli “spaghetti western”. Alla famiglia Monselesan e alla Pugilistica Lucchese le più sentite condioglianze da parte di tutto lo staff di Noi Tv.

Commenti

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  1. Memore dei colloqui avuti con Antonio, ricordo il suo viso, le sue mani e lo sguardo.
    Un filo importante dello Sport Lucchese, e non solo, si spezza, un uomo di “passione vera”, mangiava boxe, pensava pugilato e insegnava la nobile arte.
    Questo filo spezzato è, secondo me, un ponte ideale per coloro che l’hanno conosciuto, un sentiero che unirà sempre e comunque i moltissimi che lo stimavano.
    A presto caro Antonio


  2. Antonio aveva un modo tutto suo di insegnare il pugilato , pochi fronzoli e molta sostanza ..ma i suoi pugili sul ring sapevano starci ! ..un autodidatta che parlava correttamente quattro lingue ( inglese , francese , tedesco e spagnolo ) ,conosceva l’animo umano e riusciva con i suoi atleti a fargli vincere le paure preparandoli ad affrontare l’avversario sul ring ma sopratutto la vita !

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