Riforma Asl, Marroni: “nessun taglio ai servizi”

FIRENZE - Approvata la riforma dal 2016 in Toscana 3 Asl al posto delle attuali 12. Per l'assessore Marroni non c'è il rischio di uno scadimento dei servizi".

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Dal 1 gennaio 2016 le Asl toscane si ridurranno da dodici a tre. Il consiglio regionale ha approvato la legge di riforma proposta dalla giunta della Toscana. Le Asl di Lucca e Viareggio saranno accorpate con quelle di Massa, Livorno e Pisa. Primo passo della riforma sarà il commissariamento delle attuali aziende, che scatterà il prossimo luglio.

“Si tratta di una riorganizzazione necessaria per mantenere i servizi a fronte dei 400 milioni di euro di tagli operati dal governo nei confronti della nostra Regione”, ha detto l’assessore alla salute Luigi Marroni.

Tra i primi provvodimenti, ci sarà quello dell’accorpamento delle centrali del 118 di Massa, Lucca e Versilia, la cui sede accentrata è stata individuata all’ospedale Versilia.

Commenti

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  1. Associazione per non morire


    Gli argomenti sopracitati, sono alquanto contradditori e, secondo noi anche poco plausibili.
    Innanzitutto si parla di riforma sanitaria Regionale, in realtà è un vero e proprio utilizzo improrio della parola riforma.
    E’ nostra opinione che, si cela solo ed esclusivamente un sonoro ritocco alla spesa sanitaria, con l’accortezza di esprimerlo con un taglio ad un certo livello, un taglio orizzontale che non terrà conto di nessun parametro nè di giustezza nè tantomeno di equità e di tutela sanitaria collettiva. Questo modo di interpretare il “risparmio” sanitario, già attivato in altri paesi europei, non solo porterà ad una sanità di degrado di efficienza ma, anche ad un aggravio di spesa specifica.
    Infatti, il princio in filosofia della tutela sanitaria è quello della risorsa illimitata e controllata, al fine di un immediato o quantomeno più breve possibile recupero del paziente-cittadino, atto a poter riprendere le proprie attività quotidiane e consuete in uno stato di forma psico-fisica adeguato e, quindi, meno costoso per l’intera collettività.
    Molte altre le riflessioni sulla trasformazione Sanitaria della Toscana, che passano dal peso politico dei Sindaci e della Conferenza, fino ad arrivare ad un corto circuito tra chi, come i Direttori Generali e altre figure Aziendali, hanno un contratto di carattere privato e chi, come la maggior parte del personale delle nostre ASL, da anni ha il profilo pubblico come esempio di contrattualizzazione.
    Evidente lo stridio dei due modi di vivere il lavoro per il benessere dei cittadini e, a parere nostro,esageratamente a favore di chi non ha interessi pubblici ma essenzialmente di diritti-doveri privati.
    Cittadini e politici inermi davanti ad una riforma dettata da calcoli matematici e da fatturazioni controllate a tutto diniego di concetti di solidarietà, equità, cura e riabilitazione della salute collettiva.

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