Omicidio caporeparto; la Lucart: “non c’era nessuna ipotesi di licenziamento”

PORCARI - Con un comunicato la cartiera Lucart esprime dolore ed incredulità per l'omicidio di Francesco Sodini da parte di Massimo Donatini.

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Sconvolti e increduli. Questo lo stato d’animo espresso dalla famiglia Pasquini, proprietaria della Lucart, la cartiera dove lavoravano sia la vittima Francesco Sodini che Massimo Donatini, il suo assassino.Sodini, il caporeparto ucciso, era in azienda da 30 anni, nei quali si era sempre distinto per dedizione, competenza, correttezza e serietà, si legge in un comunicato della Lucart.Ma anche Donatini, l’omicida, viene definito un operaio modello, tra l’altro anche lui alla Lucart da oltre 25 anni. “E nessuna ipotesi di riduzione di personale lo aveva visto coinvolto né lo avrebbe coinvolto in futuro”, ha chiarito Massimo Pasquini, amministratore delegato di Lucart, rispondendo così alle voci che parlano di un possibile licenziamento di Donatini come causa scatenante del folle gesto .Screzi di particolare gravità tra i due non risulterebbero nemmeno ai rappresentanti sindacali dell’azienda.Donatini però ai carabinieri avrebbe riferito di dissidi lavorativi tra lui e Sodini. Circostanze sulle quali adesso le forze dell’ordine stanno cercando riscontri. La tragedia però ha scosso un’azienda che fa della conduzione di topo familiare e dei buoni rapporti tra colleghi uno dei suoi punti di forza.

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