Imprenditore ucciso a Camaiore, colpo di scena: il processo deve ripartire

CAMAIORE - Colpo di scena stamani alla prima udienza alla Corte di Assise di Lucca del processo che vede imputato Roberto Romanini, accusato di essere il mandante dell'omicidio del cognato Stefano Romanini, avvenuto l'8 febbraio 2011 a Camaiore.

-

 https://youtu.be/gRdl3Brmuh0

E’ partito subito con un colpo di scena il processo a carico di Roberto Romanini, l’imprenditore accusato di essere il mandante dell’omicidio di Stefano Romani, suo cugino, ucciso a colpi di pistola da un killer l’8 febbraio 2011 a Camaiore.

Nel corso della prima udienza, celebrata in corte d’assise a Lucca, i giudici, accogliendo la richiesta della difesa dell’imputato, hanno deciso che il processo non può essere celebrato e che bisogna ripartire da capo, cioè dall’udienza preliminare.

Secondo la corte sono stati violati i diritti della difesa nell’esame sui bossoli ritrovati nel terreno di proprietà di Roberto Romanini. Secondo la Procura quei bossoli sono compatibili con quelli rinvenuti nel luogo dell’omicidio e sono una prova che inchioda Romanini. La difesa dell’imputato però aveva chiesto di poter esaminare i bossoli, ma questa possibilità le sarebbe stata negata. e la corte ha deciso che a causa di questo vizio il processo non può iniziare. Si deve tornare davanti al giudice per l’udienza preliminare, che dovrà esaminare il caso e valutare se rinviare nuovamente Roberto Romanini davanti al giudice.

Secondo l’accusa Roberto Romanini avrebbe fatto uccidere il cugino con il quale era in lite per questioni di soldi. Ma l’imprenditore ha sempre negato il proprio coinvolgimento nella vicenda.

Lascia per primo un commento

Lascia un commento