85 esuberi alla ASL 12 Versilia

LIDO DI CAMAIORE - Si riapre la battaglia per gli esuberi alla ASL 12 Versilia. E' quanto emerso dall'incontro avuto tra i referenti della federazione sindacati indipendenti (FSI) e il commissario dell'azienda sanitaria Maria Teresa De Lauretis. L'azienda ha un piano di riduzione del personale di 85 unità da settembre.

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Commenti

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  1. ASSOCIAZIONE PER NON MORIRE LUCCA


    Forse una soluzione, difficile e complessa da seguire……ma una pur estrema opportunità.

    L’Associazione per non morire, informa i mass media che:
    Il collegio di garanzia del Consiglio regionale della Toscana, secondo quanto appreso, ha accolto il quesito referendario contro la riforma sanitaria toscana, recentemente presentato da un gruppo di comitati e associazioni che nelle scorse settimane avevano depositato 4 mila firme.
    Il quesito chiede l’abolizione della riforma toscana, che prevede, tra l’altro, il passaggio da 12 a 3 Asl. Dopo l’accoglimento il quesito referendario sarà pubblicato sul Burt e da allora i comitati proponenti avranno 3 mesi di tempo per raccogliere le residue 38 mila firme, delle 40 mila necessarie, per poter svolgere il referendum.
    La Regione Toscana, esaurite le politiche accademiche e consuete: riorganizzazione, razionalizzazione, appropriatezza, sta destrutturando il SSR.
    I sistemi attuati essenzialmente quattro: centralizzazione della governance ( 3 ASL), privatizzazione sanitaria con assicurazioni o altre forme mutualistiche, taglio dei posti letto e, naturalmente, ridimensionamento numerico del personale sanitario.
    Questi in estrema sintesi le idee principali atte , secondo noi, a scardinare e minimizzare un SSR che, sempre più diffonde l’idea di Azienda di prodotto e sempre meno di prevenzione, terapia e cura e conseguente riabilitazione.
    In Toscana, è risaputo, vi sono, secondo il riordino del sistema sanitario Regionale, circa 1800 esuberi e, quindi nella nostra ASL circa 250-300 dipendenti che nei prossimi anni saranno “allontanati” e mai sostituiti con la conseguenza diretta di limitazione o chiusura di servizi sanitari al cittadino.
    La nostra Associazione, con il coordinamento del CREST aderisce in modo convinto alla raccolta di firme e, con estrema chiarezza, nel prossimo mese di settembre, cercherà di informare la cittadinanza dell’iter burocratico da seguire per raggiungere la quota-firme richiesta per l’effettuazione del referendum in questione.

  2. Associazione per non morire


    Per controbattere anche queste situazioni…..la nostra Associazione aderisce al movimento per l’abrogazione della Legge 28 di “riforma” in tema di Sanità Regionale…..

    Comunicato Stampa CREST
    Con una conferenza stampa in Consiglio regionale, è partita venerdì 28 agosto la campagna referendaria per indire il referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015.
    Il dott. Giuseppe Ricci del Comitato per la Sanità Pubblica di Arezzo ha promosso l’idea e trovato subito appoggio nel CREST (rete di 14 comitati in tutta la Toscana) presieduto da Valerio Bobini. E’ nato così il Comitato Promotore Referendum Abrogativo Legge Regionale 28/2015 che vede comitati, associazioni, sindacati e forze politiche di tutta la Regione uniti nel difendere la sanità pubblica toscana. Presiede il Comitato il dott. Gavino Maciocco direttore della rivista http://www.saluteinternazionale.info .
    Dopo la prima fase di verifica, con la consegna di 2.000 firme, il Referendum ormai è realtà e con la consegna dei moduli è partita la raccolta delle restanti 38.000 firme necessarie affinché i toscani possano entrare in cabina elettorale nella primavera del 2016 e decidere il futuro della Sanità regionale.
    Sostengono il Referendum tutte le forze politiche dell’opposizione in Consiglio Regionale: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sì Toscana a Sinistra che si sono impegnati a sensibilizzare i propri consiglieri comunali sui territori per raccogliere ed autenticare le firme al fianco dei Comitati e delle Associazioni.
    Questa campagna referendaria è un grande movimento dal basso e porta con sé la richiesta che la Sanità toscana torni a mettere al centro i cittadini, che non vogliono essere numeri.
    La politica sanitaria della Regione Toscana negli ultimi anni, infatti, è stata quella di accorpare ed accentrare i servizi nei capoluoghi, a scapito di chi vive nelle aree periferiche, montane ed insulari, senza peraltro riuscire a rispondere in modo adeguato al bisogno di cure.
    Il taglio dei posti letto e la carenza di personale che la legge 28 aggraverà, è alla base di ore e giorni di attesa nei pronto soccorso per un ricovero e di liste d’attesa per esami e visite specialistiche interminabili. Tutto questo mentre la medicina territoriale latita.
    L’impoverimento del servizio pubblico spalanca le porte al privato (che riesce a rispondere in tempi più brevi) e al business delle polizze assicurative.
    La legge 28/2015 ha previsto l’accorpamento delle ASL in tre aree vaste: Area vasta centro che servirà un milione e mezzo di utenti e comprende le Asl 3 di Pistoia, 4 di Prato, 10 di Firenze, 11 di Empoli; Area vasta nord-ovest che comprende le Asl 1 di Massa e Carrara, 2 di Lucca, 5 di Pisa, 6 di Livorno, 12 della Versilia; Area vasta sud-est che comprende le Asl 7 di Siena, 8 di Arezzo, 9 di Grosseto.
    Si sono così create tre strutture giganti, complesse e burocratizzate, poco trasparenti, sotto diretto controllo politico, con accentramento di potere decisionale ed una inevitabile lontananza dai bisogni reali dei territori, soprattutto quelli periferici, la cui voce si disperderà schiacciata da chi avrà numeri maggiori.
    Quello che i promotori del Referendum chiedono è che tutti i cittadini toscani siano uguali, che non ci siano cittadini di serie A e di serie B a seconda della residenza o se possono o meno permettersi di rivolgersi al privato o pagarsi una polizza per curarsi.
    Quello che chiediamo è una riflessione ed un confronto aperto con gli operatori, con i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni locali e con l’opinione pubblica e la società civile per rispondere in modo efficiente al diritto alla salute equo ed universale sancito dall’art. 32 della Costituzione.
    La Sanità deve tornare ai cittadini, deve tornare ai sindaci che hanno a cuore la salute pubblica, deve tornare ai medici e agli infermieri.
    Questo Referendum è l’occasione per mandare un messaggio forte e chiaro alla Giunta Regionale: la Sanità è dei cittadini, non di una politica appiattita su interessi puramente economici.
    Chiediamo ai toscani di appoggiare la nostra ba


  3. La Sanità deve tornare ai cittadini, deve tornare ai sindaci; sono un dipendente dell’ USL 5 e condivido pienamente l’assunto, aggiungo che i Sindaci non possono rinunciare ad esercitare specifiche competenze di controllo e coinvolgimento della cittadinanza che lo ha eletto. Che io sappia, purtroppo, solo i sindaci di Empoli, Prato e Pistoia hanno giustamente rivendicato il rispetto del loro ruolo. Credo che le vere misure di riorganizzazione su base regionale, incidenti sugli sprechi, passino da una preliminare valutazione dei costi standard e delle convenzioni esistenti tra ASL ,Aziende Universitarie e Strutture Private. Curioso passare da una organizzazione di Area Vasta a nuove Aree un poco più Vaste; meglio passare subito all’Area più Vasta possibile che è rappresentata dalla Area Vasta Regionale e dalle USL preesistenti . Quindi sarò tra i firmatari per l’abolizione della L.R. 28/2015 che, se non sbaglio entrerà a regime nel 2016; mentre ricordo che già da mesi, tutte le USL stanno procedendo con i dipendenti a rescissioni unilaterali del contratto di lavoro per assorbire gli esuberi accertati per l’anno in corso. Sono veri esuberi??? Come e perché si erano creati? Chi può controllare se incidono o non sulle prestazioni erogate ai cittadini ???

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