Sette anni nel gotha dell’atletica italiana

ATLETICA - Fra pochi giorni (26-27 settembre) la Virtus disputerà a Jesolo (Venezia) la sesta finale Oro della sua quarantennale storia. Nel 2008 a Lodi la squadra lucchese approdò per la prima volta tra le migliori dodici del panorama nazionale dell'atletica leggera. E fu subito buona protagonista.

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Era il 2008, l’altro ieri ma sembra passato un secolo, o giù di lì. E non solo in tema di atletica leggera. Sì, perchè quella che iniziamo a raccontarvi è la breve ma esaltante avventura della Virtus CR Lucca nelle finali Oro dei campionati italiani di società: ovvero nel gotha del movimento nazionale. Cinque finali in sette anni la dicono lunga sulla continuità e l’abitudine oramai cementata e consolidata della squadra del presidente Adriano Montinari e del DT Matteo Martinelli nel confrontarsi con le più grandi società dello Stivale. Il racconto parte da Lodi, sette anni fa, dove la Virtus si presenta pe la prima volta in tale prestigioso contesto. Ebbene, quella è una Virtus piuttosto indigena ma ch fa leva su atleti molto giovani e che si affacciano per la prima volta sul palcoscenico nazionale. Giacomo Puccini nel giavellotto ma anche Marco Taddeucci nel lungo sono baldi ventenni, mentre in quella squadra vogliamo ricordare anche atleti più maturi come Manura Kuranaghe, il cingalese-lucchese, e lo straordinario Emilio Filippi nel martello. Capitolo sfortunato quello lodigiano visto che la Virtus lotta e si batte con ardore ma arriva solo nona per una quisquiglia che gli costa la retrocessione in serie Argento. Mal di poco poichè il regolamento permette, tramite la fase regionale e un adeguato punteggio ,di risalire. E così accade l’anno dopo a Caorle dove la squadra biancoazzurra riesce nell’impresa di chiudere all’ottavo posto. Emozioni per i cuori forti visto che la Virtus si salva per l’inezia di mezzo punto su Rieti. Grande, anzi enorme, soddisfazione e il pensiero che vola già a Borgo Valsugana 2010. Ma quella è tutta un’altra storia.

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