Industria cartaria tra luci ed ombre

LUCCA - In apertura di conferenza stampa di presentazione del MIAC, sono stati forniti alcuni dati sull'andamento del mercato cartario. Leadership italiana ancora solida, ma alle prese con costi energetici e di materie prime sempre crescenti che favoriscono i paesi concorrenti.

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Industria cartaria nazionale ancora ai vertici mondiali, ma calo della domanda interna e soprattutto politiche energetiche penalizzanti stanno riducendo notevolmente la competitività delle industrie italiane. Questo il campanello di allarme suonato dal vice presidente di Assocarta Antonio Pasquini in apertura di conferenza di presentazione della 22 esima edizione del MIAC, la mostra internazionale dell’industria cartaria. I dati forniti dal numero due di Assocarta sono riferiti al primo semestre 2015 e vedono, a fronte di una produzione totale pressochè immutata, un’aumento di vendita per quanto riguarda gli imballi e il tissue, mentre una flessione è stata registrata dalle carte per uso grafico. Dati però che vanno letti in relazione all’export, perchè se è vero che le carte per usi igienici e sanitari sono cresciute del 2,2% in totale, per quanto riguarda il mercato interno hanno subito un calo del 6,2%. Dato preoccupante se messo in relazione alle spese energetiche che devono affrontare le aziende nazionali rispetto agli altri competitors europei. Un dato tra tutti: il prezzo dell’energia elettrica al netto degli oneri accessori è stato, a Luglio 2015 di 67,77 € per MWh, mentre in Scandinavia era di € 9,55 e in Germania di 35. Spese che, insieme a quelle delle materie prime e soprattutto dello smaltimento degli scarti di lavorazione, vanno ad incidere pesantemente sul prezzo del prodotto finale. Uno scenario non totalmente roseo per un comparto che ha comunque assorbito bene gli effetti della crisi.

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