In Inter Veritas, le verità di Calciopoli

CALCIO - Si chiama "In Inter Veritas" ed è il libro con il quale lo scrittore tifoso Luca Carmignani cerca di fare chiarezza sulle false interpretazioni di Calciopoli, a dieci anni dalla revoca dello scudetto e dalla retrocessione in serie B della Juventus. ll libro è stato presentato nella sede dell'Inter club Lucca, 150 iscritti guidati dal presidente Gianlcua Martinucci e dal vice Andrea Baroni.

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L’Italia è il paese del revisionismo, ha spiegato Carmignani, ed in questi anni in molti hanno tentato di far passare la tesi che la società bianconera sia stata colpita ingiustamente e che fosse l’Inter ad essere colpevole di qualcosa. Niente di più falso. Ed è per questo che nel libro sono anche raccolti i 28 provvedimenti giudiziari, in sede sportiva e in sede penale, in cui la Juventus e i suoi dirigenti sono stati ritenuti colpevoli, tra l’altro anche di associazione a delinquere. Ma c’è un altro motivo che ha spinto Carmignani a realizzare il libro: difendere due vittime di Calciopoli, Gigi Simoni e Giacinto Facchetti,

Gigi Simoni è la prima vittima di Calciopoli perchè era l’allenatore dei nerazzurri nel ’98, la stagione del rigore negato a Ronaldo nello scontro decisivo contro la Juventus. Quell’Inter poteva vincere lo scudetto e aprire un ciclo. E invece non andò cosi. Lo scandalo era ancora da venire ma fu lo stesso presidente della Lega di allora, Franco Carraro, ha ricordato Carmignani, a dire che anche quella stagione era stata falsata. Facchetti invece è stato vittima due volte. Prima come presidente dell’Inter e poi perchè sottoposto ad inchiesta quando ormai era deceduto, quando cioè non poteva più difendersi, caso unico nella storia giudiziaria italiana.  E nel corso della serata c’è stato un collegamento telefonico con Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto, che non a caso campeggia sulla copertina del libro di Carmignani.

Commenti

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  1. Calciopoli è basata esclusivamente sulle intercettazioni telefoniche. Pertanto chiunque può entrare in internet, ascoltarle e farsi un’idea precisa a proposito della porcata-farsopoli. Comunque, giudice supremo di questa vicenda storica sarà, come sempre, il Tempo che, come dice il proverbio, “è galantuomo”. Il Tempo-galantuomo già oggi ci dice che, terminata la buriana causata da calciopoli, tutto è tornato come prima : la Juve domina e vince gli scudetti nel mentre l’Inter è costretta ad inseguire e ad accontentarsi dei piazzamenti. La Juve domina e lo fa, dopo essersi costruita lo stadio. Lo fa con i bilanci in ordine (e senza i soldi riciclati dalle Cayman). Lo fasi con oculate campagne acquisti condotte da dirigenti seri e competenti.
    Questa, cari interisti, è la triste (per voi) verità. L’alibi Moggi al quale appigliarsi non c’è più.


    • Il giudice è solo … il giudice, mica il tempo.
      ci sono più di 30 colleghi giudicanti che hanno giudicato sentenziando unidirezionalmente. Che stress che siete…


      • anche Palazzi è un giudice. E Palazzi ha ritenuto Giacinto Facchetti colpevole di “illecito sportivo”.


      • PALAZZI : “Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all’art. 1, comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva, ndr), anche dell’oggetto protetto dalla norma di cui all’art. 6, comma 1 (ILLECITO SPORTIVO) in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società INTERNAZIONALE, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale. Oltre alla responsabilità dei singoli tesserati, ne conseguirebbe, sempre ove non operasse il maturato termine prescrizionale, anche la responsabilità diretta e presunta della società ai sensi dei previgenti artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS”.


  2. Li mettete vero questi commenti….ONESTONI !


  3. Sig Roberto Pregazzi, il Dott Palazzi è un Procuratore Federale (sportivo). NON è un giudice. Lei IGNORA le cose, per cui, taccia.

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