Telecamere e centrale unica, la Fondazione Crl pronta a sostenere i progetti sulla sicurezza

LUCCA - In Prefettura si è parlato della creazione del polo della sicurezza al Campo di Marte e dell'aumento della videosorveglianza sul territorio. Presente il responsabile tecnico della Fondazione Franco Mungai.

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Una mattinata dedicata ai problemi della sicurezza in Prefettura a Lucca. La Prefetto Giovanna Cagliostro ha dapprima coordinato un incontro con il sottosegretario agli interni Domenico Manzione, le forze dell’ordine e i parlamentari della provincia di Lucca; Andrea Marcucci, Raffaella Mariani e Manuela Granaiola del Pd e Debora Bergamini di Forza Italia. Successivamente, sempre alla presenza del sottosegretario, si è riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza, che ha visto anche la partecipazione del responsabile tecnico della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Franco Mungai. Questo perchè la Fondazione sarà direttamente coinvolta in due progetti fondamentali. Il primo è lo spostamento della Questura al Campo di Marte con la conseguente creazione di una centrale unica per la sicurezza. Su questo progetto, ha spiegato Manzione, devono muoversi il Comune di Lucca e la Asl mentre la Fondazione ha già assicurato, nei limiti del possibile, il proprio contributo. Ma in Prefettura è spuntato un altro progetto che coinvolge la Fondazione, un rafforzamento del sistema di telecamere di sicurezza sul territorio.

Nel corso dell’incontro con i parlamentari è invece emerso che la stuazione lucchese sul fronte della sicurezza non sarebbe così preoccupante come qualcuno vorrebbe far credere.

Con i parlamentari ha concluso Manzione è stato comunque avviato uno strumento di raccordo per conseguire alcuni obiettivi, non ultimo quello di riqualificare alcuni territori della provincia per sottrarli alle potenziali mire della criminalità. Il senatore Marcucci ha espresso al termine la propria soddisfazione per l’organizzazione del vertice ribadendo la disponibilità ad interagire con il governo Renzi sul fronte della sicurezza.

 

Commenti

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  1. Intanto qualche precisazione sulle tanto pubblicizzate telecamere. I sistemi CCTV, che sono stati utilizzati in larga scala, dai primi anni 90 in UK, in funzione del fatto che gia’ allora il Parlamento inglese aveva capito che i costi della sicurezza attiva (agenti sul terreno) non erano piu’ sostenibili, hanno dimostrato che non sono una panacea per la riduzione della criminalita’. Inoltre creano il cosi detto fenomeno del displacement, i crimini vengono commessi altrove, ma non si riducono nel numero. In aggiunta le telecamere fisse, con il tempo danno vita a un fenomeno di assuefazione e i reati commessi nella zona protette dalle stesse ritornano a livelli pressocche simili alla preinstallazione. In realta’ le telecamere sono valide solo per perseguire il criminale dopo che ha commesso l’azione delittuosa, non per evitare il crimine, come dimostarno ricerche scientifice ben dettagliate. Vorrei aggiungere che lo schema inglese prevede incentivi ai privati che installano questi sistemi (o lo prevedeva, visto che parliamo degli anni 90), in funzione di incentivare la sicurezza privata. Sicurezza privata che comunque ricade sotto il controllo e coordinamento delle Forze dell’Ordine, che liberate da compiti per cosi’ dire di situational crime prevention, possono dedicare tutte le loro risorse verso quelle funzioni investigative e di intelligence che dovrebbero contradistinguerle.

    Ad maiora

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