Lucca, folla a palazzo Santini per l’ “esule” Andretti

LUCCA - Bagno di folla nella sala del consiglio comunale per il pilota campione del mondo di Formula 1, che, esule dall'Istria, ha vissuto la sua infanzia a Lucca prima di emigrare in America.

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Ci sono uomini che provano a fare di tutto per lasciare un segno del loro passaggio. Altri che che ci riescono senza alcuno sforzo, tale e tanta e’ la classe, l’umilata’ e l’umanita’ che come un’aura li accompagna in ogni cosa che fanno. Capita negli artisti e piu’ raramente nei campioni. Mario Andretti è uno di questi. Oggi, a 76 anni, e’ una leggenda vivente del mondo dei motori. Ha vinto mondiali in formula uno e titoli in Indycar. Ha saputo gestire una dinastia di piloti. Ha corso e trinfoato per la Ferrari e la Lotus senza mai lasciarsi travolgere da un mondo patinato e troppo spesso approssimativo così lontano dal suo carattere forte e volitivo. Forse e’ per questo che quando parla dei sette anni in cui, arrivato come profugo istriano, ha vissuto a Lucca, riesce a trasmettere un sentimento vero e una sorta di riconoscenza che non hanno alcuna sfumatura di buonismo o accondiscendenza. E si emoziona veramente quando il sindaco Alessandro Tambellini, in una riunione di consiglio comunale piu’ attenta del solito gli conferisce la cittadinanza onoraria.

In molti sapevano che prima di emigrare in Pennsylvania e prima di diventare il campione che e’ diventato e che sara’ per sempre, Mario Andretti aveva vissuto a Lucca dove gia’ animato da una straripante passione, ha iniziato a frequentare autorimesse ed officine e ad innammorarsi del mondo dei motori. L’idea di consegnargli questo riconoscimento è venuta all’intraprendente presidente del consiglio comunale Matteo Garzella

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