Lucchese cerca 3 punti nell’uovo di Pasqua

CALCIO LEGA PRO - Delicata gara interna per la Lucchese che giovedì (ore 18) ospita l'Arezzo. Galderisi ritocca lo schieramento rispetto alla squadra battuta a Pontedera con Lorenzini, Nolè, Mingazzini e Terrani. Occhio alla formazione di Eziolino Capuano specializzata in pareggi, ben 15. All'andata una doppietta di Fanucchi rilanciò la Lucchese.

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23_3_16_ Lucchese

Lo so, siamo scontati e monotoni, però non è affatto esagerato sottolineare che Lucchese-Arezzo è un’altra gara delicata per i rossoneri. Una delle molte che già abbiamo definito tali in un campionato costellato da mille difficoltà e traversie di ogni genere. Così il buon Nanu Galderisi ha preparato la sfida agli amaranto aretini con la consueta attenzione e pignoleria tanto che la fiducia in lui è tanta, Tantissima. Ora dovranno essere i suoi baldi giovanotti ad eseguire al meglio tutte le indicazioni ricevute per non incappare nei soliti errori che col passare delle giornate potrebbero diventare fatali. Galderisi, che proprio in queste ore ha compiuto 53 anni (ancora auguri) vorrebbe un bel regalo di compleanno anche se con qualche ora di ritardo, e si prepara a varare una Lucchese diversa almeno per 4/11esimi rispetto a quella sconfitta a Pontedera. In soldoni dovrebebro giocare con l’ormai abituale 4-2-3-1; Di Masi in porta; Benvenga, Espeche, Lorenzini e Nolè in difesa; Mingazzini e Botta cerniera mediana; Calcagni, Fanucchi e Terranni alle spalle della punta centrale Pozzebon. Il pallone racconta che all’andata (era il 15 novembre) la Lucchese s’impose 2 a 1 iniziando così una discreta rimonta dopo sei sconfitte consecutive. Eppure la partita si era messa male col vantaggio aretino in avvio di ripresa firmato da Cori. Sembrava la fine, ma nell’ultimo quarto d’ora un grande Fanucchi segnò una magnifica doppietta che permise alla Lucchese di ritrovare un successo prezioso. Da lì cominciò il periodo migliore della gestione-Lopez. Pareva che i rossoneri potessero uscire dal limbo e dalle soffferenze. Ed invece quattro emsi siamo ancora lì, a tribolare.

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