Camorra, truffe alle assicurazioni; arresti anche in Versilia

VIAREGGIO - Cinque misure di custodia cautelare, tre in carcere e due ai domiciliari, sono state eseguite questa mattina dalla polizia nell'ambito di un'inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo criminale attivo in Versilia e dedito alla truffa alle assicurazioni attraverso falsi incidenti stradali. In carcere, su disposizione del gip di Firenze, sono finiti tre presunti affiliati al clan dei Casalesi.

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La crisi economica-finanziaria non ha risparmiato la malavita organizzata che per finanziare i clan ha dovuto riorganizzarsi cercando nuove attività: le estorsioni alle imprese edili erano diventate poco redditizie. Sarebbe stato questo, secondo gli inquirenti, uno dei motivi che ha spinto gli affiliati al clan camorrista dei Casalesi presenti in Toscana, a puntare sulle truffe alle compagnie assicurative con falsi incidenti. Il 20% dei risarcimenti finiva direttamente nelle casse del clan, il 30% agli avvocati e il restante 50% veniva diviso tra gli organizzatori, gli ‘attori’ dei sinistri, il medico legale e il carrozziere.
Proprio il legame con il clan, e quindi l’aggravante dell’ associazione a delinquere,  la motivazione che ha fatto firmare al gip del tribunale di Firenze Erminia Bagnoli, su richiesta del procuratore Giuseppe Creazzo e del pm della Dda Giulio Monferini, tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari. Gli indagati, complessivamente, sono 64: tra loro anche due avvocati e un medico, oltre ai titolari di un’altra carrozzeria e a molti degli ‘attori’ che si sono prestati alle truffe. In carcere sono finiti Salvatore Mundo, 47 anni, di Napoli (gi detenuto a Parma), Marino Cesario, 47 anni originario di Aversa (Caserta) ma residente a Viareggio (Lucca), e Gianluca De Chiara, 25 anni, anche lui della provincia di Caserta. Ai domiciliari invece sono finiti Aldo Castoro, 74 anni, residente a Massarosa (Lucca) e il figlio, Sandro Castoro, 51 anni, residente a Camaiore. I due sono i titolari di una delle carrozzerie dove, secondo l’accusa, sarebbero state ‘truccate’ e poi aggiustate le auto, quasi sempre intestate ad aziende in modo che non ci fosse aumento nelle tariffe delle assicurazioni. La carrozzeria, tra l’altro,  anche una depositeria giudiziaria (dove cio vengono parcheggiate le auto sotto sequestro), oltre che fornitore delle forze dell’ordine.i

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