Le Mura-Schio, stasera gara-2 per restare in corsa

BASKET A1 DONNE - Va alla Famila Schio gara-uno della finale scudetto di basket femminile. Le vicentine passano infatti 57 a 56 al Palatagliate al termine di una gara appassionante. Lucca regge l'urto della squadra campione d'Italia poi va sotto ma nel finale recupe ra fino a sfiorare il successo. Giovedì sera si repilca ancora a Lucca.

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Che lotta, che spirito, che grande cuore, per non aggiungere grandi attributi del gesam Le Mura che, in garauno di finale scudetto, mette i brividi alla super potenza Famila Schio, andando ad un soffio dalla vittoria, sfuggita nei secondi finali. Si è visto di tutto martedì sera, davanti ad un pubblico meraviglioso, in una gara finita 57-56 per le campionesse d’Italia, team che ha condotto il ritmo e il punteggio per gran parte della sfida, per poi subire il prepotente ritorno delle lucchesi, in mezzo a tanti fischi arbitrali a volte incomprensibili. Un match duro, fra le due squadre sicuramente più forti del campionato, che giovedì sera (ore 20,30) si ritroveranno ancora al PalaTagliate per un’altra sfida spettacolare. Subito grande intensità e lotta su ogni pallone fra le due squadre. Lucca gioca senza paura e fa bene, mentre Schio difende con ordine e trova in Anderson una cecchina infallibile. All’intervallo lungo il tabellone recita 32-21 Famila, sicuramente più concreta e concentrata in difesa. Nella ripresa è ancora una battaglia durissima, ma sono le ospiti con il duo Walker-Yacoubou a dare una scossa al match (41-23) e partita che senbra archiviata. Ma l’orgoglio delle murine è straordinario e nel finale la squadra di coach Diamanti rosicchia punto su punto. Dotto realizza il 2/2 del sorpasso, a 17 secondi dalla fine (56-55) e time out orange. Si riparte e segna Macchi con un arresto e tiro micidiale il 57-56, poi time out Gesam, rimessa e palla in mano a Dotto che tira, ma la palla non entra e la sirena pone fine alle ostilità. Vince Schio ma Lucca non esce affatto ridimensionata per una finale scudetto ancora tutta da giocare. E da vivere.

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