Esiste un legame tra menti criminali e neuroscienze?

LUCCA - il professor Kent Kiehl, neuroscienziato di fama mondiale delll’università del New Mexico di Albuquerque, venerdì 17 giugno, alle 11.30, terrà una conferenza alla Scuola IMT dedicata al cervello delle menti criminali.

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Kent Kiehl

Che cosa accade nel cervello di un criminale? Le nuove tecniche di indagine possono prevedere un comportamento antisociale? A parlare di questi temi e di quanto accade nelle aule dei tribunali con l’impiego sempre più frequente delle neuroscienze, sarà il professor Kent Kiehl, neuroscienziato di fama mondiale in arrivo dall’università del New Mexico di Albuquerque, che venerdì 17 giugno, alle 11.30, terrà una conferenza alla Scuola IMT dal titolo “Quando le neuroscienze e la legge si scontrano”. Kiehl, uno dei massimi studiosi internazionali della neurobiologia della mente criminale, ha da poco pubblicato un libro divulgativo sui suoi studi nelle carceri americane, dove ha esaminato centinaia di criminali psicopatici. Innovativo l’approccio usato dallo scienziato americano che, per superare le ovvie limitazioni del regime carcerario, ha fatto costruire appositamente una macchina di risonanza magnetica portatile montata su un camion con il quale i suoi collaboratori hanno girato la maggior parte delle prigioni degli Stati Uniti, sottoponendo i carcerati a sofisticati esami cerebrali.

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