Torna in carcere l’omicida di Pietro Buchignani

LIDO DI CAMAIORE - Su disposizione della Procura di Lucca, questa mattina i carabinieri hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Federico Ramacciotti Ceragioli con l'accusa di omicidio volontario dei confronti di Pietro Buchignani, morto lo scorso 13 luglio dopo un pugno ricevuto e la caduta a terra nel corso di una lite.

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Secondo una nota diffusa di carabinieri, “In particolare, a seguito delle ulteriori indagini condotte anche in prima persona dal Pubblico Ministero, è emerso che nonostante non vi fosse stata alcuna provocazione da parte della vittima, che anzi aveva invitato alla calma il Ramacciotti, lo stesso si era approcciato sin da subito in maniera brutale nei confronti dell’anziano minacciandolo di morte per due volte.
Inoltre, anche grazie all’analisi delle risultanze prodotte dall’esame autoptico eseguito sul corpo della vittima, è emerso che l’aggressore, a differenza di quanto dallo stesso dichiarato anche in sede di interrogatorio prestato davanti al GIP, aveva sferrato in rapida successione 2 pugni al volto contro Buchignani che a causa della brutalità dei colpi ricevuti cadeva violentemente a terra sbattendo il capo. Veniva altresì accertato che le prime manovre di rianimazione e le richieste di intervento di un’ambulanza del 118 non furono eseguite dal Ramacciotti. Le indagini hanno quindi accertato che l’arrestato, dotato di una corporatura muscolosa e massiccia, ben conscio delle proprie capacità pugilistiche, era perfettamente in grado di prevedere che anche un solo pugno sferrato al viso del Buchignani con la violenza e la tecnica di cui era capace, e con l’energia impressa da una massa corporea massiccia come la sua, fosse concretamente in grado di uccidere una persona come la vittima”.

Commenti

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  1. Andrea Batraglini


    Date una raddrizzata al vostro articolista. Nessuno è più considerato Anziano a 60 anni.,e Piero lo era meno che mai. Grazie

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