Il sole di Ferragosto incendia la politica lucchese

LUCCA - Settimana dopo settimana si amplia la rosa dei possibili candidati alle prossime elezioni comunali di Lucca. Nel centrosinistra è spuntato a sorpresa anche il nome di Andrea Tagliasacchi.

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Il sindaco Tambellini, lo sappiamo, è uomo di spirito e sicuramente avrà sorriso vedendo questa vignetta di Alessandro Sesti pubblicata questa mattina sulla Nazione. Perché i quattro soli che lo stanno scottando la prossima primavera vorrebbero, dicono le voci, soffiargli la poltrona di primo cittadino di Lucca. Stefano Baccelli, Giorgio Del Ghingaro, Andrea Tagliasacchi e Matteo Garzella.

Partiamo da Tagliasacchi, ultima new entry dei possibili candidati del centrosinistra. A sorpresa, molto, il sindaco di Castelnuovo ha dichiarato ai giornali di essere disponibili, in caso di un’eventuale chiamata, a mettersi nuovamente in gioco a Lucca dopo la sconfitta del 2007 contro Favilla. Un’entrata in scena che ha spiazzato tutti.

Meno improbabili, invece, le candidature a eventuali primarie di Stefano Baccelli e Matteo Garzella. L’ex presidente della Provincia e attuale consigliere regionale appare la figura più forte del Pd, in grado di raccogliere voti e consensi. L’attuale presidente del consiglio comunale Garzella si è esposto pubblicamente qualche settimana fa indicando addirittura il 4 dicembre come possibile data; non ha parlato di sé stesso, ma la sua candidatura è probabile.

E poi Giorgio Del Ghingaro. A poche ore dalla sentenza del Tar, la voglia di mollare tutto e provare una nuova sfida a Lucca forse gli è venuta. Ma il calore e il pienone raccolto all’Eden tre settimane fa sembra aver rimescolato le carte. Viareggio gli chiede a gran voce di restare e di ricandidarsi nel caso in cui il Consiglio di Stato non lo rimettesse al suo posto. Lucca, insomma, può attendere.

E Tambellini? “Se primarie saranno io mi ritirerò dalla politica, altro che lista civica” aveva detto ai nostri microfoni a fine giugno. Ma il tempo, si sa, potrebbe anche fargli cambiare idea.

In tutto questo, ovviamente, va considerata la posizione ufficiale del Pd. Non più tardi di due giorni fa il senatore Andrea Marcucci è stato chiaro: prima il referendum di ottobre, poi il partito penserà alle comunali di primavera.

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