Diabete mellito, una staffetta coast to coast per dire “mai più” alle diagnosi tardive

VIAREGGIO - Una staffetta coast to coast, da Comacchio, sul mar Adriatico, a Viareggio, sul Tirreno, passando anche da Lucca. Questa l'iniziativa del gruppo "We Love Insulina", allo scopo di spingere l'opinione pubblica ad una maggiore consapevolezza nei confronti di chi convive con il diabete.

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Ma soprattutto per aumentare l’attenzione sulla necessità di una diagnosi precoce per i bambini colpiti da diabete mellito. Il gruppo “We Love Insulina” è infatti nato dopo il caso di Plinio Ortolani, il bambino di Sansepolcro che riportò danni permanenti a seguito proprio di una diagnosi tardiva di diabete. Il padre di Plinio, Iacopo Ortolani, ha scitto un toccante libro su questa vicenda.

La staffetta, dopo 260 chilometri di percorso, si è conclusa domenica pomeriggio davanti al Centro Congressi di Viareggio, tra l’entusiasmo dei partecipanti e di chi è arrivato da tutta la Toscana per assistere all’arrivo. C’erano anche la dottoressa Sonia Toni, del Meyer di Firenze, che ha seguito il caso di Plinio Ortolani e Franca Benucci, responsabile di diabetologia a Lucca.

“Vogliamo che la staffetta diventi un appuntamento fisso  – ha detto al termine Iacopo Ortolani –  perché vogliamo dimostrare che anche con il diabete di tipo 1 si può fare tutto, e anche di più, solo se la diagnosi avviene tempestivamente e se si ha alle spalle un centro medico che ti segue con amore e competenza”.

 

 

 

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