Panino da casa, le scuole dovranno organizzarsi

LUCCA - Anche le scuole lucchesi dovranno organizzarsi per consentire agli alunni che portano il pasto da casa di poter mangiare insieme a chi usufruisce del servizio mensa.

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Lo ha detto la dirigente scolastica inteprovinciale Donatella Buonriposi nel corso della riunione sulle mense scolastiche indetta da Palazzo Santini. Soddisfatti i rappresentanti del comitato “La scuola che vogliamo”, che da due anni si battono per ottenere questo risultato. I genitori hanno incassato favorevolmente anche il riconoscimento al panino da casa da parte del sindaco Tambellini. Meno soddisfatti invece dell’atteggiamento dei dirigenti scolastici, che di fatto, secondo i genitori, stanno ostacolando in maniera silenziosa questa riforma.

Non per niente i genitori si sono presentati alla riunione accompagnati dall’avvocato Giorgio Vecchione, protagonista della sentenza di Torino che ha dato il via libera al panino portato da casa. Sulla questione però pesa anche il parere della Asl, secondo cui il pasto della mensa e il pasto da casa non possono essere consumati nella stessa stanza, per problemi legati alla contaminazione tra cibi.

 

Commenti

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  1. 1. Il Decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1980 n. 327 reca disposizioni in merito all’igiene delle strutture ed alle modalità di distribuzione di prodotti alimentari destinati al consumo umano. In particolare, all’articolo 31 si dispone che:
    – i piatti da distribuire caldi abbiano una temperatura “a core” compresa tra i + 60 ed i + 65°C;
    – i piatti da distribuire freddi abbiano una temperatura “a core” compresa tra i + 4 ed i + 10°C.
    2. Attualmente, presso la maggior parte delle sale refezione delle scuole ubicate nel Comune di Lucca vi è totale mancanza di attrezzatura cosi come previsto dal Decreto sopra menzionato. L’attrezzatura prevista per l’espletamento di tale servizio (carrelli o banchi da distribuzione carrelli scaldapiatti) devono essere dotati di termometro visibile dall’esterno per il costante controllo della temperatura di esercizio, e per evitare anche il raffreddamento delle pietanze pronte per la distribuzione.
    Se rappresenterei la Asl mi preoccuperei piu della contaminazione dei pasti prodotti che arrivvano nei refettori, vista la totale mancanza di quanto sopra citato…..

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