Il capitano Ciancarella: “La mia battaglia va avanti”

LUCCA - Dopo il reintegro nell'aeronautica il cpitano Mario Ciancarella garantisce che continuerà la sua battaglia per chiarire i misteri di Ustica, tra i quali la morte, nel 1992, dell'amico Sandro Marcucci.

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Telefonate di congratulazioni al capitano Mario Ciancarella, dopo il reintegro nell’aeronautica disposto dal ministro della difesa Roberta Pinotti. La sua storia sta, finalmente, suscitando l’interesse dei media nazionali, dopo la sentenza che aveva stabilito come fossa falsa la firma dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini sul decreto di radiazione a suo carico. Adesso lo Stato dovrà collocare in pensione Ciancarella e rifondergli gli stipendi di trent’anni di servizio. Ma potrà essere aperta un’inchiesta su chi materialmente ha falsificato la firma di Pertini?

Ciancarella fu allontanato dall’esercito evidentemente perchè era considerato un personaggio scomodo, sia per la sua attività sindacale sia perchè si stava interessando della tragedia di Ustica. “Una battaglia che continuerò a combattere”, dice il capitano che non mollerà nemmeno sulla morte del collega Sandro Marcucci, che insieme a lui stava indagando sulla strage. Marcucci, la cui famiglia tra l’altro è originaria di Fornaci di Barga, morì nel 1992 in un incidente aereo mai del tutto chiarito.

 

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