Caso Ciancarella, giovedì una conferenza stampa a Montecitorio

LUCCA - Si parlerà anche alla Camera dei Deputati del caso di Mario Ciancarella, il pilota dell'aeronautica militare radiato nel 1983 con un decreto che, è stato accertato solo ora, non era stato firmato dall'allora presidente Pertini.

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Nel corso della trasmissione “Dido” Ciancarella, la moglie Luciana Luciani e l’avvocato Mauro Casella hanno annunciato che il 10 novembre a Montecitorio ci sarà una conferenza stampa sulla sua clamorosa vicenda, alla quale parteciperanno anche il vicepresidente della commissione antimafia Claudio Fava e il deputato Pd Davide Mattiello, componente della stessa commissione.

L’intento è quello di dare un nuovo impulso alla ricerca della verità sul disastro aereo di Ustica del 1980, nel quale morirono 81 persone, una tragedia che si lega a doppio filo con la storia di Ciancarella.

Nel corso della trasmissione a  NoiTv il capitano ha raccontato dei suoi tentativi di far luce su Ustica, di come venne arrestato un mese dopo la strage con l’accusa di insubordinazione. E della violenza sessuale subita durante la prima notte in carcere a Roma.

Chi nell’esercito voleva farlo fuori però dovette inventarsi la firma falsa di Pertini, perchè il presidente, che già aveva conosciuto Ciancarella, la radiazione forse non l’avrebbe sottoscritta.

Per trovare un avvocato che lo aiutasse a dimostrare che la firma era falsa però Ciancarella ha raccontato di averci messo 17 anni. Nessuno voleva occuparsene. Emblematico il comportamento di un legale viareggino che inizialmente aveva accettato il caso.

“Mi suggerì lui di fare la perizia calligrafica – ha detto Ciancarella – ma quando arrivò il risultato, che dimostrava come la firma fosse falsa, disse che considerava esaurito il suo compito. poi mi raccontò che aveva ricevuto due telefonate minatorie da componenti dello stato maggiore”.

Intanto la sentenza sulla falsa firma un risultato l’ha già raggiunto. I familiari di Mario Dettori, addetto al radar di Poggio Ballone la notte del disastro di Ustica, hanno chiesto la riapertura delle indagini sulla morte del loro congiunto, trovato impiccato ad un albero nel 1987.

Fu Dettori, dopo l’esplosione dell’aereo, a telefonare a Ciancarella e a dirgli la frase “capitano, siamo stati noi”.

 

Commenti

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  1. roberto della santina


    Non solo 81 morti nel disastro aereo di Ustica, vanno aggiunti :
    Mario Alberto Dettori
    Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini
    Ivo Naturelli, Mario Naldini, Giogio Alessio e e le 67 vittime del pubblico nella sciagura di Ramstein
    Le varie intimidazioni a chi si trovò nel posto sbagliato nel momento sbagliato e furono testimoni,
    Mario Ciancarella, a cui hanno distrutto la carriera e condizionato la vita privata.
    Penso che sia giunto il momento di porre fine ad una vicenda che ha creato lutti e disagi alle persone coinvolte, dare dignità ai morti e riabilitare ,finalmente, chi aveva tentato di scoperchiare il calderone delle menzogne intorno alla vicenda di Ustica.


  2. Vorrei aggiungere al post di Roberto della Santina che nella strage di Ustica vi è un’altra vittima mai ricordata. È l’avvocato Aldo Davanzali Presidente e Patron dell’Itavia che morì per il diaspuacere di non essere stato creduto e di avere lasciato senza lavoro più di 1.000 lavoratori


  3. Che storia terribile e vergognosa. Se sono stati aerei italiani a far cadere l’Itavia, che esca fuori al più presto

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