Garzella contro l’amministrazione Tambellini, ora è frattura completa

LUCCA - Dopo gli scontri verbali con l'assessore Lemucchi ed il sindaco adesso il presidente del consiglio comunale minaccia di querelare il capogruppo Pd Battistini. Il sindaco di Capannori Menesini chiede l'intervento del Pd.

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E’ ormai frattura completa tra Matteo Garzella, presidente del consiglio comunale, e l’amministrazione guidata da Alessandro Tambellini. Il sindaco e il consigliere più votato alle ultime elezioni, pur militando nello stesso partito, non si sono mai amati troppo. Ma adesso lo scontro è sotto gli occhi di tutti.

In realtà le schermaglie sono iniziate lo scorso settembre, quando Garzella ha proposto il patto di fedeltà al Pd, evidentemente mirato a  stanare il sindaco, che a primavera potrebbe decidere di candidarsi senza l’appoggio del partito. Al patto però non ha aderito nessuno. I renziani si sono tenuti a distanza; i tambelliniani sono andati oltre ed hanno iniziato ad accusare Garzella di volersi semplicemente mettere in mostra in vista delle prossime elezioni amministrative.

Poi c’è stata la querelle sugli aiuti ai terremotati, con il botta e risposta con l’assessore Lemucchi e con Garzella che alla fine ha dato del “cinico” a Tambellini.

Sabato scorso, l’ultima puntata dello scontro. Garzella su Facebook si complimenta con la Regione per il finanziamento concesso a Palazzo Orsetti su un progetto di sicurezza urbana a San Vito e dice che bisogna intervenire urgentemente su questo tema perchè il Comune è in ritardo. E per dimostrare questo riferisce di un’aggressione ad opera di un extracomunitario nei confronti di una donna in zona Palasport, episodio poi ridimensionato dai carabinieri. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Francesco Battistini, sempre su Facebook allora gli dà del “razzista”, e Garzella replica annunciando una querela nei suoi confronti.

Sulla polemica adesso è intervenuto il sindaco di Capannori Luca Menesini, chiedendo in sostanza di farla finita e chiedendo anche l’intervento del Partito Democratico che fino ad ora, dice Menesini, è rimasto in un silenzio assordante.

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