Ricorso accolto: Del Ghingaro torna sindaco

VIAREGGIO - L'attesa è stata lunghissima, ma alla fine il Consiglio di Stato si è espresso e ha ribaltato la sentenza del Tar: Giorgio Del Ghingaro torna sindaco di Viareggio.

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Dopo quattro mesi  Giorgio Del Ghingaro torna Sindaco di Viareggio. In mattinata è stata infatti pubblicata la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha accolto in toto il ricorso presentato da David Zappelli e Gabriele Tomei, ribaltando la sentenza con la quale il Tar Toscana il 12 luglio aveva annullato le elezioni del 2015 aprendo le porte al Commissario Prefettizio.

Viareggio dunque ha di nuovo un sindaco: per la reintegra definitiva di Giorgio Del Ghingaro e del Consiglio Comunale eletto si attende la ratifica da parte della Prefettura di Lucca.

Nessun commento al momento da parte del primo cittadino né da Massimiliano Baldini, l’ex candidato che aveva presentato il ricorso al Tar e condannato a pagare le spese processuali dei costi della verificazione effettuata in primo grado.

La sezione Terza del Consiglio di Stato, presieduta da Lanfranco Balucani, ha accolto i ricorsi presentati a luglio da Zappelli, Tomei, Ricci, Pieraccini, Gifuni, Ceccotti e Carraresi. La decisione è arrivata un mese dopo la Camera di Consiglio del 20 ottobre.

Il Tar di Firenze aveva annullato le elezioni presupponendo che le 675 schede vidimate e non votate e poi scomparse potessero essere state utilizzate in altre sezioni elettorali. Ma per il Consiglio di Stato ciò non è possibile perché nessuna di queste schede è comparsa nelle altre sezioni. Per i giudici romani, in sostanza, “c’è stato un errore da parte della commissione elettorale e le schede sono semplicemente state inserite in un’altra busta, non sottoposta a verificazione.”

“Anche l’irregolarità riscontrata nella sezione n. 28″  – si legge nella sentenza – “non sembra poter invalidare il risultato elettorale, trattandosi della discordanza di un solo voto, in un contesto che non lascia altrimenti supporre l’irregolarità delle operazioni di voto. Infatti, non sembra sussistere quell’ “incredibile balletto in ordine al numero dei votanti …” che il TAR ha stigmatizzato facendone discendere un giudizio di complessiva inattendibilità dello scrutinio.”

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