Dolore e commozione per la morte del base jumper Nicola Galli

CAPANNORI - Dolore e commozione per la scomparsa di Nicola Galli, il base jumper di 37 anni che ha perso la vita sabato dopo essersi gettato da una parete rocciosa in provincia di Trento per collaudare una tuta alare.

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Nicola da qualche mese abitava a Pisa con la fidanzata ma la famiglia è residente a Colle di Compito, in via di Sottomonte, dove in queste ore in tanti si sono recati per abbracciare la famiglia.

Abbiamo incontrato Emiliano, il fratello di Nicola, che però ha preferito non parlare al microfono. Ci ha raccontato che nel fine settimana Nicola si era recato con un’amico sul monte Brento per gettarsi dai 1500 metri del Becco dell’Aquila, uno dei luoghi più frequentati dai base jumper in Italia. Sabato in mattinata aveva effettuato un primo lancio, conclusosi positivamente, tanto che aveva mandato un messaggio al fratello per dirgli che erano andato tutto bene. Il secondo lancio è stato quello fatale. Per qualche motivo Nicola non è riuscito ad aprire la vela della tuta e non ha avuto scampo.

Nicola Galli era un base jumper preparatissimo e conosciuto a livello internazionale. “Nicola non era un folle – spiega il fratello Emiliano – ed era pienamente consapevole dei rischi che correva. Ma questo era il modo con il quale voleva vivere ed apprezzare fino in fondo la vita”.

Il corpo di Nicola è sempre in Trentino e la data del funerale non è ancora stata fissata, ma di certo lo sfortunato base jumper riposerà nel cimitero di Colle.

 

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