Mallegni: la Cassazione annulla la condanna per mobbing

PIETRASANTA - Ennesimo capitolo, forse l'ultimo, del processo a carico dell'ex sindaco Massimo Mallegni. La Corte di Cassazione mercoledì scorso ha annullato la sentenza di Appello che condannava il primo cittadino per mobbing, maltrattamento, violenza privata e abuso d'ufficio ai danni di alcuni agenti di polizia municipale.

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La notizia è stata anticipata oggi dal quotidiano La Nazione e sarà approfondita lunedì prossimo da Mallegni stesso in una conferenza stampa ad hoc.

I giudici della Corte suprema, dunque, hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Sandro Guerra. Cade così il più pesante dei tre capi di imputazione rimasti in piedi (sui 51 iniziali formulati dalla Procura di Lucca) e finiti tutti e tre in prescrizione, come sentenziato dalla Corte di Appello di Firenze nel 2015.

Restano invece gli altri due capi, abuso di ufficio e corruzione impropria, per inammissibilità tecnica. In questo caso infatti, da quanto si apprende, la Cassazione non ha potuto annullare la sentenza d’appello in quanto non c’erano parti civili, dovendo rinviare il dibattimento in sede civile. Adesso si attendono solo le motivazioni.

Le indagini dell’allora procuratore Domenico Manzione si riferiscono a fatti del 2004. Nel gennaio 2006 ci fu l’arresto del sindaco con altri esponenti della giunta e dirigenti. Poi l’assoluzione per 48 capi su 51 nel 2012 e poi l’appello nel 2015, di nuovo da sindaco. E nel frattempo vent giorni di sospensione per effetto della Severino. E oggi, forse, dopo quasi 12 anni, la parola fine.

 

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