Turismo, meno studenti nelle scuole; eppure il lavoro c’è

CAPANNORI - E' emerso nel corso della seconda giornata del congresso internazionale del turismo, promosso da Fondazione Campus, svoltasi a Palazzo Boccella.

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Lo studio in ambito ospitalità e ristorazione paga più di qualunque altro percorso formativo, eppure gli iscritti sono in calo in tutto il mondo. Il dato è emerso oggi a Lucca, in occasione del 56esimo Congresso Euhofa, che riunisce oltre 200 esperti di settore da 23 Paesi, tra direttori di importanti accademie, Ceo di gruppi internazionali, aziende e chef stellati. “Il tasso di placement dei nostri corsi di specializzazione – dichiara Simone Bigongiari di Fondazione Campus, istituzione accademica specializzata nella formazione in ambito accoglienza – supera l’88% a sei mesi dal conseguimento del titolo. Il 32% dei nostri studenti trova lavoro nel settore hospitality, il 29% nel food&beverage, il 19% nell’organizzazione eventi, circa l’8% in ambito tour operating e il restante in compagnie turistiche e startup di settore”.

Nella Giornata Internazionale dello Stagista, che ricorre proprio oggi, gli esperti ribadiscono l’importanza dell’internship. “Al termine del percorso di studi – prosegue Bigongiari – sono previsti tre mesi di stage in realtà di alto livello, esperienza che aiuta moltissimo a trovare lavoro”.

“Molte scuole del Regno Unito chiudono per mancanza di iscritti – dichiara Peter A. Jones, direttore dell’Edge Hotel School presso la University of Essex – mentre la domanda di professionisti del settore è in crescita. Per questo stiamo pensando a una National Hospitality Week che possa coinvolgere tutte le strutture dedicate all’accoglienza, per il prossimo mese di marzo, quando a Londra si terrà Hotelympia, evento dedicato al mondo dell’hotellerie e della ristorazione”.

“Serve maggior collaborazione tra istituti di formazione e aziende – sottolinea Alessia Gorni Silvestrini di Ballarini Group – per questo come gruppo abbiamo dato vita a un concorso dedicato agli studenti, che ha dato l’opportunità ai vincitori di fare esperienza alla Gualtiero Marchesi Academy e alla CIR Food, attraverso un intership. E’ importante fare pratica fin da subito in contesti di eccellenza, per mettersi alla prova”.

“Dobbiamo educare i giovani alla curiosità – aggiunge Alessio Tessieri, maestro cioccolatiere e fondatore di Scuola Tessieri – e alla ricerca dei migliori ingredienti. C’è inoltre bisogno di una continua contaminazione tra aziende e grandi chef per riuscire a realizzare i migliori prodotti. Senza questo scambio non può esserci alta cucina. Quando ho cominciato a produrre cioccolato non ero sicuro di essere bravo. Poi l’ho fatto provare a Fulvio Pierangelini e ho acquisito sicurezza. Da qui è nato il desiderio di dare vita a una scuola di eccellenza per giovani chef che connetta queste due realtà, formazione e imprenditoria”.

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