Cento anni dalla morte di Giosuè Carducci: le ragioni del Nobel

SERAVEZZA - Leggere Giosuè Carducci, riscoprire la sua poetica e comprendere le ragioni che lo portarono ad essere il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura. Questo il tema del seminario che si è tenuto alla Scuderie Granducali giovedì, nel centenario della morte del poeta nato in Versilia.

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La manifestazione è stata organizzata dal Centro Studi Sirio Giannini (CISESG),  Comune di Seravezza e Fondazione Terre Medice,  con il patrocinio del Comune di Pietrasanta e di Casa Carducci di Valdicastello. Un’occasione di studio per tanti studenti delle scuole della Versilia e di formazione professionale per i molti docenti presenti. In prima fila ad ascoltare anche il maestro ultracentenario viareggino Giorgio Michetti.

Nell’occasione è stato illustrato l’ambizioso progetto Magnifiche Presenze, che unisce Carducci ai due poeti contemporanei D’Annunzio e Pascoli.

Fino a domenica 3 dicembre alle Scuderie si può visitare la mostra di Magnifiche Presenze dedicata alla triade poetica a cavallo tra Otto e Novecento Pascoli-D’Annunzio-Carducci.

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