Incendio Rox, l’Asl cerca le tracce dell’inquinamento a Porcari

PORCARI - L'incendio alla Rox di Porcari può considerarsi completamente spento. Ci sono voluti due giorni di lavoro dei Vigili del Fuoco per eliminare tutti i focolai all'interno dello stabilimento. Adesso possono entrare nel vivo le indagini per capire che cosa abbia provocato l'incendio.

-

Intanto, l’attenzione è puntata sulle conseguenze del rogo. Le analisi commissionate dal Comune hanno portato alla certezza che il tetto dell’azienda fosse fatto anche di amianto e questo si aggiunge alle possibili diossine prodotte dalla combustione di materiale plastico. Rimangono quindi tutt’ora in vigore fino a nuova comunicazione le raccomandazioni contenute nell’ordinanza del Comune che, spiega il sindaco Leonardo Fornaciari, tenevano conto fin da subito dell’eventualità che l’incendio avesse bruciato anche eternit.

Si attendono ancora i risultati delle analisi di Asl e Arpat. E questa mattina il personale della Asl era presente a Porcari per prelevare campioni dal terreno e delimitare la zona interessata dalla ricadute dei materiali sprigionati dall’incendio.

Nel frattempo il settore modellistica previsionale dell’Arpat sul suo sito ha già pubblicato una mappa dell’area interessata dalle ricadute dell’incendio, realizzata anche in base alle condizioni meteo di questi ultimi due giorni. Come si può vedere, si tratterebbe di un’area non così vasta come si poteva pensare e che ricade completamente all’interno del comune di Porcari. Tanto che i comuni di Capannori ed Altopascio hanno già dato il via libera alla ripresa delle attività all’aperto.

Sui social media intanto, dove pure si manifesta solidarietà e vicinanza all’azienda della famiglia Ercolini, in molti si chiedono come è possibile che un’azienda come la Rox avesse ancora il tetto in amianto. Abbiamo girato la domanda al sindaco che ha ricordato come non esista una legge che obbliga a romuovere le coperture in amianto a meno che queste non siano in cattive condizioni di manutenzione.

 

Lascia per primo un commento

Lascia un commento