Turbativa d’asta, arrestato Luvisotti

MASSA - Sette persone, tra cui anche il direttore dell istituto vendite giudiziarie Virgilio Luvisotti e il giudice Roberto Bufo del Tribunale di Pisa sono state raggiunte da misura di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta per una presunta turbata libertà degli incanti. Ipotizzata anche l'associazione a delinquere e il falso.

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L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri di Massa ed è coordinata dalla procura di Genova. In carcere anche un commercialista di Carrara Roberto Ferrandi, 65 anni, incaricato delle vendite giudiziarie presso il tribunale di Massa, sua figlia Francesca, avvocato trentenne, curatore delle eredità giacenti e tutore per le amministrazioni di sostegno con nomina specifica del tribunale di Pisa, e Oberto Cecchetti, 72 anni, romano, giudice di pace in quiescenza e avvocato del foro di Pisa oltre che curatore per le eredità giacenti con nomina del tribunale pisano. Ai domiciliari, oltre a Luvisotti, sono finiti il suo braccio destro all’Ivg Giovanni Avino, anche lui di Pisa, 36 anni e Luca Paglianti, 53 anni di Pontedera, architetto e dipendente della Provincia di Pisa. Secondo gli inquirenti gli indagati si sarebbero associati tra loro per commettere un numero indeterminato di delitti sia di corruzione in atti giudiziari sia di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato e falsi ideologici in atti pubblici. In ambienti investigativi si spiega che il magistrato e il commercialista carrarese avrebbero promosso condotte finalizzate all’appropriazione illecita “di somme di denaro destinate allo Stato giacenti all’interno di assi ereditari e amministrazioni di sostegno non riscosse da eredi o enti pubblici, inserendo la figlia di Ferrandi nel sodalizio” e affidandole “sistematicamente in violazione delle regole procedurali incarichi di amministrazioni di sostegno e curatele” per ottenere una gestione delle pratiche compiacente. Paglianti invece secondo l’accusa effettuava “compiacenti valutazioni degli immobili” delle eredità mentre Cecchetti si è finto un “creditore fittizio dei compendi ereditari”. Luvisotti e Avino sono invece accusati di avere ceduto fittiziamente a Bufo una Mercedes Glk usata del valore di circa 12 mila euro affinché assegnasse loro incarichi di custodia e di vendita di un maxi yacht la cui base d’asta sfiorava i 4 milioni di euro e circa 300 mila euro di provvigioni all’istituto di vendite giudiziarie per indennità di sosta del bene custodito e in seguito per avere “ritardato un atto del proprio ufficio e avere favorito la parte acquirente”. I carabinieri di Massa che hanno eseguito gli arresti hanno anche perquisito le abitazioni e gli uffici degli indagati sequestrando “ingente documentazione probatoria” e acquisito “tutti gli hardware e software in uso agli arrestati”. Posta sotto sequestro anche la Mercedes in uso a Bufo. Aucca Virgilio Luvisotti ha solo una carica nominale, le presunte turbative evidenziate dall’inchiesta della Procura si riferisce a Pisa e pertanto l’IVG di Lucca e tutti coloro che a vario titolo vi operano sono estranei ai fatti.

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