Edilizia ferma: “Sbloccate le opere pubbliche”

LUCCA - Così Stefano Varia, imprenditore versiliese presidente di Ance Toscana Nord, alla fine del 2017 lanciava l'allarme opere pubbliche. E così ripete oggi, con un appello ai parlamentari del territorio affinchè si riformi al più presto il Codice degli appalti approvato appena un anno fa.

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Per il settore delle costruzioni il 2017 è stato una grande delusioni in termini di ripresa. Nessun segno più, neppure dopo 10 anni di crisi. Dai dati delle Casse edili, nell’area Lucca Pistoia Prato dal 2008 a oggi c’è stato un calo del 37% nel numero delle imprese e un -40% di lavoratori. A frenare la ripresa dell’edilizia è lo stallo delle opere pubbliche, ingessate (secondo Varia) dal Codice degli appalti.

“Una riforma fallimentare che va profondamente ripensata, partendo dalla sua impostazione giuridica. Una normativa tanto complessa, quanto incompleta, che non dà alle Stazioni appaltanti i necessari “punti fermi” per la loro azione.” Ad esempio, senza indicazioni operative sui criteri di selezione delle imprese, le stazioni appaltanti procedono per sorteggio anzichè secondo criteri di scelta.

Il numero uno dei costruttori si rivolge ai neoeletti parlamentari. In attesa di una nuova riforma con legge delega, è urgente un decreto lege “ponte” che metta in campo da subito alcune misure in grado di fare uscire tutti, pubbliche amministrazioni e imprese, da questa insostenibile situazione di “stallo”.

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