Export: giù i marmi lavorati, boom di grezzi

VERSILIA - Crollano le esportazioni di marmi lavorati, volano invece i grezzi. Questa la situazione dell'anno 2017 per l'export del lapideo versiliese fotografata dallo studio della Imm di Carrara sulla base dei dati Istat.

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https://youtu.be/ivCvn9DhoHw
L’Italia nel 2017 ha esportato 1,4 milioni di tonnellate di blocchi e lastre di marmo per un valore complessivo di oltre 400 milioni di euro con una crescita del 21,3  per cento. Un aumento trainato dal boom della Cina: il primo mercato di sbocco per il marmo italiano in blocchi e lastre, con il 47% del mercato.
Il distretto della Versilia ha contribuito con un fatturato di 38 milioni di euro di grezzo esportato.
Il marmo, secondo gli studi della Confindustria Toscana Nord, dà lavoro nei comuni versiliesi a oltre 1.700 addetti diretti, 2mila con gli operatori del settore commerciale. La produzione vale 500 milioni di euro, si arriva a 670 con l’indotto dei servizi.
Ma perchè si esportano sempre  più blocchi e lastre e sempre meno marmi lavorati, che danno più lavoro e ricchezza sul territorio?

A fare un’analisi delle cause è Cosmave, il consorzio dell’aziende del marmo con sede a Pietrasanta. In primo luogo il ricorso diffuso all’estero alle “features”, che non richiedono lavorazioni ulteriori. Poi l’ascesa dei prodotti tecnici, come le ceramiche, che sostituiscono i marmi naturali con materiali simili ma basso costo. E infine i dazi e le politiche protettive di paesi, come Arabia Saudita e Cina, che favoriscono la lavorazione in loco delle pietre. Tutto questo porta i produttori versiliesi a vendere direttamente i blocchi di marmo, a danno dell’industria locale.

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