Remorini condannato a sei mesi per le minacce a Tureddi

LUCCA - Condanna a sei mesi e pagamento delle spese legali per Massimo Remorini, questa mattina al Tribunale, accusato di minacce di morte nei confronti di Francesco “Cecchino” Tureddi a margine del processo sul caso delle due donne scomparse da Torre del Lago nel 2010.

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“Ti taglio la gola”. Questa la minaccia, con tanto di mano sul collo, di Massimo Remorini, in aula in corte d’Assise, durante il processo relativo alla scomparsa di Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, subito dopo la deposizione del teste chiave, Francesco Tureddi.

Il processo di oggi ha visto in ruoli e parti contrapposte Massimo Remorini e Francesco Tureddi. Il primo è attualmente detenuto presso il carcere di Sollicciano e condannato con sentenza definitiva della Cassazione a 38 anni per omicidio, occultamento e distruzione di cadavere, e altri reati, nella vicenda delle donne scomparse dal campo di Torre del Lago.  I cadaveri delle due donne, peraltro, non sono mai stati rinvenuti.  e Francesco Tureddi, meglio conosciuto come ‘Cecchino’, allora teste chiave nell’accusa contro lo stesso Remorini, accusato per la stessa vicenda di favoreggiamento ed altri reati minori, all’esito del processo fu prosciolto completamente da tutte le imputazioni nei propri confronti.

Stavolta Remorini, è andato alla sbarra, chiamato a rispondere di minaccia aggravata nei confronti dello stesso Tureddi.

Tureddi, che attualmente risiede in Lucchesia, in una localita’ riservata per comprensibili ragioni di sicurezza, nell’occasione è stato accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato viareggino Aldo Lasagna.

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