Allarme della Cgil: “Lavoratori del turismo sfruttati e precari”

VERSILIA - I finti part time, lo straordinario “dovuto”, il mancato riposo, la malattia non pagata, norme di igiene e sicurezza non rispettate. Sono queste le piaghe del lavoro stagionale nell'industria turistica della Versilia denunciate oggi dalla Cgil, alla partenza dell'estate.

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Irregolarità diffuse (come i lavoratori completamente in nero e la messa in prova non retribuita), ma anche casi eclatanti arrivati negli ultimi giorni sul tavolo del sindacato.

“In un noto ristorante di Forte dei Marmi una lavapiatti si è ritrovata con ustioni di secondo grado alle braccia perché è stata obbligata ad utilizzare prodotti per le pulizie fortemente urticanti in assenza di dispositivi di sicurezza. Una lavoratrice è stata licenziata dopo esser stata messa in ferie durante le quali si è vista recapitare una formale contestazione per non essersi presentata al lavoro. A Viareggio e a Lido di Camaiore” – denuncia ancora la Cgil – “ci sono chef assunti come camerieri e a un terzo delle ore reali di lavoro.

Per La Cgil e la Filcams della Versilia “è necessario un serio un corposo e capillare controllo da parte degli istituti ispettivi, col coinvolgimento delle associazioni di categoria, perché le imprese vanno richiamate al senso di responsabilità sociale che ancora non è diffuso.”

In Versilia nel 2017 sono state 118 le vertenze intentate dai lavoratori del turismo attraverso la Cgil, per varie irregolarità in ristoranti, pubblici esercizi, stabilimenti balneari. Alcune sono vertenze collettive. Il 70% delle vertenze si è già chiuso positivamente per i lavoratori, mentre un 30% prosegue davanti al giudice del lavoro.

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