Lucchese nel caos tra iscrizione, promesse e mancati pagamenti

CALCIO C - Chi ci capisce qualcosa è bravo. Già perchè la situazione della Lucchese è sempre più difficile da capire e da interpretare anche se alla fine contano i fatti. Solo quelli. Già i fatti per ora sono la presentazione della domanda di iscrizione al campionato ma anche il mancato pagamento degli stipendi e degli F24 che i dirigenti rossoneri avevano promesso sarebbero stati saldati entro le ore 24 di venerdì.

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Ed invece nisba. Così si profilano altri due punti di penalizzazione che significa, significherebe, partire con una zavorra di -4. Mica male. Ora la domanda che molti tifosi sempre più delusi e sconcertati si pongono è quella anche del vostro cronista: perchè ? Perchè Grassini e tutti i suoi collaboratori, Ferruzzi e Lucchesi in primis, si sono imbarcati in un’avventura che finora non hanno saputo gestire nel modo che tutti quanti speravamo ? Domanda che speriamo ben presto troverà una risposta chiara e senza fronzoli. Perchè le conferenze stampa, ancor prima di essersi insediati e dopo ? Perchè tante promesse, la presentazione del nuovo allenatore, i programmi ambiziosi ed ora tutto questo che certamente non giova neppure all’immagine della Lucchese anche lontano dalle mura ? Interrogativi legittimi che finora non hanno avuto alcuna risposta e che lasciano intravvedere inquietanti ombre sul futuro. Siccome da queste parti negli utlimi decenni ne sono successe di tutte e di più, adesso pensar male è anche legittimo. Rimane la speranza che poi è l’ultima a morire prima che 110 anni di storia della gloriosa Pantera vengano ancora una volta calpestati

Commenti

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  1. Mi meraviglio perchè ci si continui a stupire ed a chiederci perchè questi individui siano venuti a Lucca. Ma è semplice: sono degli affaristi che sperano di spolpare quel poco che c’è. Uno ha il viso a classico furbetto di quartiere, fra l’altro anche poco intelligente. Il ciccione dopo aver fatto fallire il Latina si vuol ripetere con la Lucchese. Andavano mandati via prima, ma a pedate nel sedere.

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