ACF Lucchese dice addio alla serie B; una brutta sconfitta per tutti

CALCIO DONNE - Dopo avere esplorato ogni possibilità, compresa quella di giocare in un’altra sede, l’Acf Lucchese Femminile ha dovuto arrendersi all’ amara realtà di una città insensibile allo sport di èlite e ha rinunciato a iscriversi al campionato, liberando tutte le giocatrici che ora sono svincolate e potranno accasarsi dove vogliono.

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“E’ un momento molto triste, per una società che ha rappresentato Lucca ai massimi livelli calcistici femminili – commenta dispiaciuto il presidente Marco Chiocchetti- con la presidenza di Carlo Isola e del sottoscritto. Anni di sacrifici, anche economici, di rilievo, fatti per amore dello sport coniugato al femminile. Purtroppo chi dovrebbe contribuire a una attività che ha anche una forte valenza sociale sparisce dopo averti illuso di un suo interessamento. Oltre che fare un’ottima figura nel campionato nazionale di serie B dove aveva ottenuto una prestigiosa  settima posizione, l’Acf Lucchese Femminile è stata una grande realtà attiva nel sociale, per la tutela delle donne dalla violenza  e in generale per l’affermazione dei loro diritti.

Non si è fatta attendere la risposta dle Comune di Lucca. “Dispiace che il mondo sportivo cittadino, e quindi la città tutta, perda una parte importante come l’Acf Lucchese Femminile – ha dichiarato l’assessore allo sport Stefano Ragghianti – . Lo sport è da sempre una parte fondamentale della vita di ognuno di noi perché è veicolo di valori importanti come il rispetto delle regole e dell’avversario. Per questo l’amministrazione è impegnata, per quanto è in suo potere, nel sostegno e nella promozione del settore sportivo”. “Detto questo – aggiunge Ragghianti – , a livello societario ovviamente il Comune non ha possibilità di manovra, ma a livello di gestione degli impianti ci competono la loro salvaguardia e il loro decoro. Purtroppo su questo fronte con l’Acf Lucchese ci sono state alcune criticità che non sono mai state risolte. Abbiamo cercato di dialogare con la società già dal luglio dello scorso anno richiedendo, con atti specifici, alcuni adempimenti necessari per la prosecuzione dell’attività sportiva. Con rammarico abbiamo dovuto constatare che solo marginalmente le nostre richieste sono state accolte”.

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