L’epidemia e il miracolo: così nascono le baldorie

VIAREGGIO - Il fuoco come manifestazione d'esultanza e di festa ha tradizioni antiche anche nella storia di Viareggio. Già intorno alla seconda metà del Seicento si facevano grandi baldorie per celebrare la festa di Sant'Antonio da Padova, patrono della comunità.

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Poi c’è la festa delle baldorie, che dal 1854 infiamma le strade di Viareggio – oggi molto meno rispetto ad alcuni anni fa – e che nasce come momento devozionale e di ringraziamento collettivo per “grazia ricevuta”.Viareggio fu colpita da un’epidemia di colera che causò numerose vittime
E Mentre l’epidemia implacabile infuriava sulla città, la popolazione, davanti agli scarsi risultati dei provvedimenti sanitari predisposti, decise di chiedere un aiuto celeste. Nei giorni di settembre che precedevano la festa della natività della Madonna, padre Pucci, il “Curatino”, invitò i fedeli a radunarsi intorno al tabernacolo ai piedi del ponte di Pisa e a pregare la Vergine affinché si realizzasse un miracolo.
L’epidemia cessò, improvvisamente e questo fatto non fu visto come una casualità. Per quanti avevano fede era avvenuto il miracolo auspicato e questo proprio grazie all’intercessione della Madonna.
Così, la sera del 7 settembre di quel 1854, tutta Viareggio si riunì intorno al tabernacolo per ringraziare la Vergine, pregando e celebrando la festa con fuochi e baldorie di gioia che illuminarono il cielo per tutta la notte.

Quest’anno l’amministrazione viareggina organizzerà nella piazza antistante il mercato della frutta, in zona Stazione Vecchia, una baldoria l’8 settembre. Questo evento è reso possibile grazie alla collaborazione degli abitanti della darsena, in particolare quelli di via Guerrazzi.

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