Medici di famiglia: una persona su quattro a rischio cardiovascolare “elevato”

VERSILIA - In Versilia ogni medico di famiglia ha, tra i suoi assistiti, dai 150 ai 200 pazienti che presentano una o più condizioni di rischio cardiovascolare “elevato”. È quanto emerge da uno studio che sarà presentato in questi giorni al congresso europeo di cardiologia a Monaco di Baviera, uno dei più importanti appuntamenti scientifici di settore che riunisce oltre 30mila tra cardiologi e professionisti della sanità mondiale.

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“Quest’anno – spiega Giancarlo Casolo, direttore della struttura complessa di cardiologia dell’ospedale Versilia nonché referente aziendale della rete dello scompenso cardiaco – presenteremo assieme e alla medicina generale questo interessante studio, accettato dal comitato scientifico della Società Europea frutto di un complesso lavoro. Cinquanta medici di famiglia della Versilia hanno raccolto i dati di oltre 65mila pazienti utilizzando uno speciale algoritmo per descriverne il profilo di salute cardiovascolare. Lo studio ha evidenziato che oltre il 16 per cento degli assistiti sopra i 16 anni, ovvero quasi uno su quattro, presenta una o più condizioni di elevato rischio e necessita di una stretta sorveglianza sanitaria”.

L’importanza dello studio risiede nel dettaglio di informazioni a disposizione dei medici che hanno aderito alla ricerca e al loro avanzato stato di informatizzazione che ha permesso, attraverso gli archivi elettronici, di costruire un set di dati ampio e articolato pur nel rispetto totale dell’anonimato dei pazienti.

“La realtà – continua Casolo – è spesso assai diversa dalle stime e questo studio lo dimostra con chiarezza. Ciascun medico di famiglia ha tra i suoi assistiti dai 150 ai 200 pazienti a maggior rischio. Questo dato, del tutto originale, ha importanti riflessi organizzativi e costituisce il primo passo per monitorare la qualità delle cure in modo puntuale e preciso. I pazienti individuati dall’analisi saranno inseriti in un registro speciale per ricevere le migliori cure a disposizione concentrandosi su coloro che hanno rischio maggiore”.

 

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